Femministe in rivolta contro Sal Da Vinci. La sua colpa? Essere sposato da oltre trent’anni con la stessa donna e cantare amore eterno e fede davanti a Dio. "Abbiamo aspettato prima di scrivere questo post perché dovevamo riprenderci almeno un po' dallo shock - inizia così l'attacco social di Rifondazione Ecofemminista -. Siamo sconcertat*, affrant* e senza più alcuna speranza per il futuro. Come è chiaro agli occhi di tutt*, abbiamo assistito all'edizione più buia, oscurantista e maschilista degli ultimi 30 anni di Sanremo". E ancora: "Solo 10 donne in gara, una conduzione troppo esposta a destra non essendoci stato nessun intervento politico da parte di intellettuali come Rula Jebreal, Paola Egonu o Chiara Ferragni e livello di canzoni sottoterra, un po' come i festival di Pippo Baudo e Paolo Bonolis".
Veniamo al punto: "Ma parliamo del risultato finale della gara. Chi poteva vincere? Un boomerone di 56 anni per giunta pure nonno. È sconcertante che in questo periodo storico dove ci sono 6 femminicidi ogni 2 giorni, dove cerchiamo di dare ai giovani un'educazione sessuale cercando di smantellare il patriarcato pezzo per pezzo, vada a vincere Sanremo una canzone sul matrimonio uomo/donna e giuramento di amore eterno infarcito di possesso e fanatismo religioso". Finita qui? Niente affatto: "'Te lo prometto davanti a Dio' è la frase che ci fa più paura di questa canzone perché cosa prometti davanti a Dio? Che se non sarà per sempre sì sei autorizzato ad ucciderla? Che intervenga la Codacons".
Ma le femministe sono in buona compagnia visto che prima di loro ad attaccare il brano di Sal è stata la sinistra. C'è infatti chi, come Andrea Scanzi, l'ha definita "la canzone peggiore" e chi come Repubblica ha parlato di "una bella vagonata di stereotipi duri a morire".