Spunta un nuovo erede. Potrebbe essere Gian Luca Pelloni Bulzoni ad accaparrarsi il patrimonio da 300 milioni di euro di Raffaella Carrà. L'eredità della cantante morta nel 2021 sembrava destinata a rimanere in famiglia. I nipoti Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello Renzo scomparso nel 2001, erano stati indicati subito come beneficiari principali. Poi, a distanza di cinque anni, è emersa una figura che forse spariglia le carte e riscrive la storia del testamento della conduttrice: si tratta, appunto, dello storico assistente poi diventato figlio adottivo.
Bulzoni, 62 anni, origini ferraresi, entra nella vita della Carrà nel 2001. Comincia come guardia del corpo durante il Festival di Sanremo di quell'anno, poi diventa autista, collaboratore, infine assistente personale e manager. Per quasi vent'anni è parte integrante dello staff di ogni programma televisivo della showgirl. Fonda e dirige la Arcoiris Edizioni Musicali, con sede in zona Vigna Clara a Roma, lo stesso indirizzo dell'appartamento della Carrà.
Ma prima di morire la Carrà aveva lasciato tutto scritto. Una scelta realizzata per evitare il solito caos legato a eredità assai cospicue: a Matteo e Federica Pelloni somme di denaro e alcune proprietà. Il patrimonio immobiliare comprenderebbe l’appartamento romano di oltre 380 metri quadrati - doppio ingresso, tre balconi, nove camera da letto, quattro bagni piscina e palestra - la villa all’Argentario, un buen retiro a Montalcino, le case in Spagna e soprattutto i diritti d’immagine, della voce, del nome e delle opere dell’artista. Il tutto dunque per la bellezza di 300 milioni.