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Rosalía, la star più famosa al mondo che nessuno conosce

Arriva in Italia la cantante spagnola da un miliardo di stream: si esibisce in 13 lingue e ha iniziato il tour mondiale
di Daniele Priori mercoledì 18 marzo 2026

3' di lettura

Rosalía è quella ragazza che cammina sensuale sui suoi tacchi. Una hit vivente ascoltata un miliardo di volte sulle piattaforme streaming. L’identikit di questo fenomeno 33enne è globale ma non ha perso l’identità e l’orgoglio della sua terra d’origine, la Catalogna, di cui porta dentro il ritmo sinuoso e la melodia flautata del flamenco. Lunedì sera a Lione ha inaugurato il suo nuovo kolossal musicale, il Lux Tour: col palco che si trasforma in un teatro mistico ricco di coreografie quasi sacrali, orchestra e pubblico in delirio. Una partenza che certifica ciò che già si sapeva: la ragazza di Sant Esteve Sesrovires, alle porte di Barcellona, è diventata un prodotto culturale globale perfettamente riconoscibile e addirittura poliglotta con brani cantati in tredici lingue: dall’italiano al siciliano, dal latino al giapponese. Un mosaico sonoro che mescola flamenco, elettronica e suggestioni colte, con l’ambizione — riuscita — di costruire un’opera totale più che una semplice raccolta di brani.

I numeri sono quelli di una fuoriclasse: centinaia di milioni di ascolti, classifiche scalate in poche ore, una presenza costante nelle playlist globali. Ma soprattutto una capacità rara di parlare a pubblici diversissimi. Si può dire senza tema di smentita che in un panorama musicale massificato, Rosalía riesce ancora a distinguere strati di note che lei intona e diffonde come uno stato d’animo musicale unico e ispiratissimo Il 25 marzo sbarcherà anche in Italia per la sua unica data nel BelPaese, a Milano,al Forum di Assago. Ma per capire Rosalía bisogna tornare all’inizio. Classe 1992, origini catalane, formazione rigorosa: studia flamenco alla Escola Superior de Música de Catalunya, sotto la guida del maestro José Miguel Vizcaya detto “El Chiqui”. Non una scorciatoia pop, ma anni di tecnica, tradizione e disciplina. Il flamenco per lei non è estetica, è grammatica.

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Poi arriva la mutazione. Rosalía prende quella grammatica e la riscrive. Dentro ci mette elettronica, urban, R&B, suggestioni latine e una visione visiva fortissima. Il risultato è qualcosa che non appartiene più a un genere preciso, ma funziona ovunque. Le influenze sono dichiarate e trasversali. Da Camarón de la Isla, nume tutelare del flamenco moderno, fino a icone pop come Beyoncé e Rihanna. Senza dimenticare Kanye West, che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra musica e immaginario. Non a caso, la sua carriera è costellata di featuring che raccontano meglio di qualsiasi biografia il suo posizionamento globale: da J Balvin (Con altura del 2019) a Bad Bunny (La noche de anoche del 2021), da Travis Scott (Fuego en la noche, 2025) passando per il brano La fama del 2022 con The Weeknd che ne ha segnato la consacrazione definitiva. Collaborazioni che non sono semplici duetti, ma ponti tra mercati e linguaggi. I numeri sono quelli di una fuoriclasse: centinaia di milioni di ascolti, classifiche globali scalate fino ad essere una presenza costante nelle playlist che contano. Ma soprattutto una capacità rara: essere riconoscibile senza essere ripetitiva. Poi, certo, c’è anche il rumore di fondo del dibattito contemporaneo che non risparmia nessuno.

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È bastato, pochi giorni fa nell’intervista per un podcast un riferimento un po’ leggero (e giustissimo) a Pablo Picasso «lo amo, separo l’arte dall’artista» per scatenare la solita tempesta social tra femministe woke e followers ideologizzati all’assalto della cantante, tanto da necessitare un conseguente video di scuse e precisazioni. Non è tuttavia la dimensione del quotidiano chiacchiericcio social il luogo ideale dove confrontarsi con la personalità teneramente istrionica di questo personaggio, simbolo della “meglio gioventù” degli anni ‘90. Una caratteristica unica che la rende capace di trasformare un concerto in un’opera, un album in un esperimento linguistico e la propria carriera singolarissima in un equilibrio continuo tra libertà creativa e aspettative globali.

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