C’è sempre di mezzo lei, l’AI. L’Intelligenza artificiale. Grazie alla tecnologia, a un anno dalla sua scomparsa, Val Kilmer torna protagonista sul grande schermo. La sua interpretazione è generata con l’intelligenza artificiale: una scelta che segna un passaggio cruciale per l’industria cinematografica e riapre una questione etica ancora irrisolta: l’utilizzo di immagini post mortem.
Il film, intitolato As Deep as the Grave, vedrà una versione “ricostruita” dell’attore nel ruolo di Padre Fintan, una figura centrale ispirata a vicende realmente accadute legate a scavi archeologici condotti in Arizona La produzione, guidata da First Line Films, ha spiegato che Kilmer aveva originariamente aderito al progetto prima che le sue condizioni di salute gli impedissero di recitare. Dopo la sua morte, avvenuta nell’aprile 2025 a 65 anni, la famiglia ha dato l’ok per l’utilizzo della sua immagine digitale, a fronte di un compenso.
La figlia Mercedes ha sottolineato come il padre fosse da sempre aperto alle nuove frontiere: «Ha sempre guardato alle tecnologie emergenti con ottimismo come strumento per ampliare le possibilità della narrazione». Non è la prima volta che l’intelligenza artificiale entra nel percorso artistico della star. Dopo la diagnosi di tumore alla gola arrivata nel 2014 e la perdita della voce, Kilmer aveva già utilizzato sistemi digitali per ricostruirla.
Anche nel film Top Gun: Maverick la sua voce era stata modificata attraverso interventi avanzati. Il sindacato SAG-AFTRA ha stabilito linee guida precise: l’uso di repliche digitali richiede il consenso esplicito degli interpreti o, dopo la loro morte, dei rappresentanti autorizzati. I produttori della pellicola, rimasta a lungo in post produzione e che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno, sostengono che queste regole siano state rispettate. Il mercato dell’AI applicata ai media e all’intrattenimento - si stima - potrebbe superare i 100 miliardi di dollari entro il prossimo decennio.