Si è spento questa mattina, domenica 29 marzo 2026, nella sua casa romana David Riondino. Aveva 73 anni. Nato a Firenze il 10 giugno 1952, è stato uno degli artisti più poliedrici e originali della scena italiana degli ultimi cinquant’anni: cantautore, attore, regista, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e improvvisatore di talento.Riondino inizia la sua carriera negli anni ’70 collaborando con il collettivo fiorentino “Victor Jara”, con cui incide alcuni dischi. Dagli anni ’80 pubblica da solista e ottiene un grande successo con la canzone Maracaibo, interpretata da Lu Colombo nel 1981.
Parallelamente si afferma nella satira e nella controcultura, scrivendo per riviste storiche come Tango, Cuore, Comix, Linus, Il Male e l’Unità.Costante e ricca la sua attività teatrale: nel 1987 debutta con Paolo Rossi in “Chiamatemi Kowalski”, poi collabora con Sabina Guzzanti e soprattutto con Dario Vergassola in spettacoli di successo come “I Cavalieri del Tornio”, “Todos Caballeros” e “Riondino accompagna Vergassola ad incontrare Flaubert”.
Grande appassionato di poesia, nel 2003 fonda il festival “Il giardino della poesia” a San Mauro Pascoli e porta in scena letture e spettacoli con Sandro Lombardi e Federico Tiezzi.Al cinema lavora con registi come Gabriele Salvatores, Marco Tullio Giordana e si cimenta anche come regista con “Cuba Libre – Velocipedi ai Tropici” (1997) e documentari su Cuba. In televisione diventa popolare negli anni ’80 con il personaggio di Joao Mesquinho, il finto cantautore brasiliano ospite al Maurizio Costanzo Show. Conduce “A tutto volume” con Daria Bignardi e partecipa a programmi come “Quelli che il calcio” e “Banane”.I funerali si terranno martedì 31 marzo alle ore 11 presso la Chiesa degli Artisti a Roma.