Claudio Bisio nei panni di un poliziotto. L'attore interpreta un commissario bolognese nella fiction "Uno sbirro in Appennino". Eppure, intervistato sul suo ruolo, Bisio ammette: "Devo dire la verità? Io non amo particolarmente le divise, non le ho mai amate: sono nato nel 1957 e dunque sono un figlio del clima del Sessantotto e degli anni Settanta... Però rispetto il lavoro che fanno e poi il nome del personaggio, Vasco Benassi, mi piace: è un omaggio a Vasco Rossi".
E ancora, raggiunto da Leggo: "Per il resto, a parte il fatto che come me è un ex karateca, non trovo molte somiglianze con il mio modo di fare e di pensare: lui è un po' all'antica come mentalità, ha un atteggiamento un po' datato che si potrebbe arrivare a definire 'patriarcale'. Lo si percepisce già dalle prime scene, quando entrando nel nuovo commissariato pensa con un po' di imbarazzo che il collega sia prima una persona di colore, poi un uomo molto anziano e solo alla fine capisce che invece il suo collega è una giovane donna, ipotesi che per lui era la più lontana di tutte".
Da qui la rivelazione: "Recito battute che nel mio privato non condivido; del resto, anche se facessi il 'Riccardo III' di Shakespeare non è che io sarei uno spietato assassino...". L'attore infatti si trova nel primo episodio ad affrontare un caso legato alla marjuana... "Lo dichiaro - confessa - io sono per la legalizzazione della cannabis".