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La geopolitica del palco: voti e veti per gli artisti

Quelli che seguono sono appunti sparsi di geopolitica “da divano”, presi durante le votazioni finali dell’Eurosong Festival
di Fabio Rubini lunedì 18 maggio 2026

1' di lettura

Quelli che seguono sono appunti sparsi di geopolitica “da divano”, presi durante le votazioni finali dell’Eurosong Festival. Posto che la canzone vincitrice è bruttina, ad analizzare le scelte di alcuni Paesi si possono leggere chiare manovre politiche. Appunto numero uno. I “cugini” svizzeri ci hanno assegnato zero punti. Una cosa, crediamo, mai successa nella storia. Avrà pesato la tragedia di Crans Montana e relative polemiche? Probabile. Appunto numero due.

L’Albania ci ha dato il massimo dei voti. Segno che i rapporti tra i due Paesi vanno oltre i centri di rimpatrio costruiti dall’Italia in Albania. Appunto numero tre. I Paesi nordici hanno fatto comunella votandosi reciprocamente. Quelli del Mediterraneo sono andati in ordine sparso. Niente di nuovo. Appunto numero quattro. La Germania ha dato il massimo dei voti alla Polonia e la Gran Bretagna lo ha dato alla Francia... Un Eurofestival al contrario...

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