"Chi preferisce come comunicatore fra Vannacci, Meloni e Schlein?". La domanda arriva più diretta che mai. Destinatario: Sal Da Vinci. Il vincitore di Sanremo non si sbilancia sul nome ma premette: "Non sono un esperto, ma al momento in politica trovo più interessanti le donne". Intervistato dal Messaggero, il cantante tiene però a rimarcare che "per quanto riguarda Vannacci non condivido nulla di quello che dice su tutto il mondo Lgbtq+. Nessuno può dire a una persona come amare o che il suo modo di amare è sbagliato. È una questione di pura libertà".
Così come lo sono i gusti musicali. "È ovvio che non si può piacere a tutti, ma non capisco la voglia di far male. Magari facendolo senza avere gli strumenti professionali per giudicare un cantante, un brano, una performance...", spiega in riferimento alla polemica sollevata dalle parole di Aldo Cazzullo. Il giornalista ha detto che la sua canzone era degna di un matrimonio di camorra. "Diciamo che è stato un incidente, niente di più. Mi ha colpito solo perché mia madre quando l'ha saputo si è messa a piangere".
Se si sono mai chiariti? "No. Attraverso alcune persone Cazzullo si è fatto vivo facendomi sapere che avrebbe voluto incontrarmi. Ma non mi ha mai chiamato. Onestamente, se avesse voluto davvero farlo, il mio numero di telefono l'avrebbe trovato in due secondi".