Vai a capire cosa sia passato per la mente a Gigi Marzullo nel fine settimana appena trascorso. Forse il pensiero malandrino di “rubare” a Francesca Fagnani il ruolo di “belva” per eccellenza della tv italiana. O forse no. Fatto sta che, improvvisamente, il pensoso e solitamente posato intervistatore notturno di Rai1, si è trasformato, sulla piazza del comune di Minori, in costiera amalfitana - forse complice il caldo - in una spietata belva, accanitasi, del tutto inaspettatamente, sulle vicende private della conduttrice di Belve, Francesca Fagnani ospite della manifestazione campana dove, stando al manifesto della serata, non potevano essere previsti off topic su domande private. Non foss’altro per il fatto che al centro c’era la parte meno nota ma più complessa del lavoro della Fagnani, quello di cronista d’inchiesta.
La serata, infatti, era in realtà incentrata sul libro Mala - Roma criminale che, però è divenuto ben presto marginale. A favorire il gioco di prestigio è stata la conduzione di Marzullo che ha trasformato la serata di piazza nell’inattesa brutta copia di una puntata del format televisivo ideato dalla giornalista romana. Le domande, così, sono presto scivolate sul personale, in particolare sulla mancata maternità della Fagnani.
Interrogativi decisamente fuori tema di fronte ai quali la conduttrice Rai ha mostrato il suo disappunto. «Non lo trovo un argomento che userei mai nelle mie interviste», forse tradendosi un po’, perché subito i siti web, non appena il distopico dissing estivo tra conduttori Rai è iniziato a girare sui social, hanno fatto rimbalzare “tutte le volte che la Fagnani aveva chiesto agli ospiti di maternità mancate, aborti, ecc” senza considerare, però, l’assoluta differenza di contesto. Fatto sta che Fagnani, nonostante il fastidio, ha risposto: «Mi manca un figlio? Non ho la prova del contrario, non avendo figli non ho vissuto quell’esperienza quindi mi manca qualcosa che non conosco?
Non lo so. È una gioia immensa che non ho vissuto? Sicuramente... Io poi penso la maternità si esplica in mille modi diversi... Con gli amici, con la famiglia, con la protezione, con i cani».
Poteva finire così? No, perché il conduttore di Sottovoce ha ritenuto utile affondare ancora di più la lama. «Io sto parlando con una belva, devo essere pungente, no?». Siparietto ancora una volta abbattuto dalla collega: «Ma non sei pungente, fai una domanda che nel 2026 non è giusto porre». Tema rispetto al quale Marzullo, capendo probabilmente che della simil-piece teatrale erano caduti tutti i possibili sostegni, ha provato a buttarla sulla deontologia. «Non è vero.
Ogni domanda è giusta e non è mai indiscreta, un risposta a volte può esserlo». Quasi a voler accusare la collega di autocensura. Come dire: te lo faccio vedere io come si fa la vera belva. A chiudere l’inaspettata tenzone verbale è stata quindi la piazza stessa che, prima rumoreggiando, poi schierandosi dalla parte dell’ospite, ha mandato un velato invito al giornalista nottambulo: quello di andare a dormire.