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“Il Trono di spade” va a teatro

Prima i libri, poi la tv, adesso perfino il teatro. Se c’è un regno che continua a espandersi quello è Westeros
di Marco Rocchi lunedì 10 agosto 2026

2' di lettura

Prima i libri, poi la tv, adesso perfino il teatro. Se c’è un regno che continua a espandersi quello è Westeros. A trent’anni dalla pubblicazione di A Game of Thrones, l’universo creato da George R.R. Martin conquista anche il tempio di William Shakespeare. La scommessa porta il nome di The Mad King, il primo spettacolo teatrale ufficiale ambientato nel mondo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. È andato in scena al Royal Shakespeare Theatre di Stratford-upon-Avon, casa della prestigiosa Royal Shakespeare Company, con il tutto esaurito per l’intera stagione. Un successo annunciato: biglietti polverizzati, prezzi da 10 a 95 sterline e un pubblico disposto perfino ad accettare un curioso “giuramento”. All’ingresso gli spettatori devono infatti sigillare con adesivi le fotocamere degli smartphone per evitare spoiler, trasformandosi simbolicamente negli “scudi giurati” del regno. Lo spettacolo, scritto da Duncan Macmillan e diretto da Dominic Cooke, racconta il celebre torneo di Harrenhal, evento cruciale nella storia di Westeros mai mostrato né nei romanzi né nella serie HBO.

Sul palco si ritrovano Targaryen, Stark, Lannister, Baratheon e Martell, in un prequel che prova a soddisfare sia gli appassionati sia chi non ha mai messo piede nei Sette Regni. Una produzione monumentale, con oltre trenta interpreti, 225 minuti di durata e una scenografia immersiva che ha richiesto perfino la cancellazione di alcune anteprime per mettere a punto una macchina teatrale particolarmente complessa. L’operazione, però, racconta anche altro. La Royal Shakespeare Company, reduce da anni economicamente complicati, punta sulla saga fantasy per riempire le casse e conquistare un pubblico giovane che normalmente non frequenta il teatro.

Qualcuno storce il naso, lamentando una programmazione estiva con troppo poco Shakespeare e troppe operazioni commerciali. Ma il botteghino, almeno per ora, sembra dare ragione ai manager. Il paradosso è che mentre Westeros continua a vivere nuove vite, George R.R. Martin resta prigioniero della sua opera incompiuta. Proprio nei giorni scorsi, alle soglie dei 78 anni, lo scrittore ha rotto il silenzio con parole che hanno colpito milioni di lettori: «Invecchiare non è divertente». Una frase amara, con cui ha raccontato il peso degli anni e le difficoltà personali che stanno accompagnando questa fase della sua vita. Dichiarazioni che inevitabilmente riaccendono anche la domanda che tormenta i fan da oltre un decennio: che fine ha fatto The Winds of Winter? Il sesto volume delle Cronache del ghiaccio e del fuoco è atteso ormai da più di dieci anni e continua a slittare. Martin ha ribadito di lavorarci, ma senza fornire una data né indicazioni concrete sull’uscita. Nel frattempo il suo universo continua a prosperare attraverso spin-off tv, videogiochi, produzioni e ora il teatro. Quasi che Westeros abbia imparato a fare a meno del suo creatore.

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