Signore e signori, Sanremo cambia. E non poco. Soprattutto nelle regole, ma non solo. Ce lo ha detto il direttore artistico del cucuzzaro, Stefano De Martino, snocciolando una dietro l’altra le novità del Festival 2027 (16-20 febbraio). E cominciamo. I Campioni saranno 24, compreso il vincitore di Sanremo Giovani. Tutti si esibiranno nelle serate dedicate alla gara (martedì, mercoledì e sabato), mentre Cover (giovedì) e la nuova Serata Performance (venerdì) avranno classifiche autonome. Poi arriva il voto online, debutta la giuria internazionale e cambia soprattutto il meccanismo della finalissima. Ma andiamo con ordine, che con Sanremo è già moltissimo.
La novità più evidente è la Serata Performance, prevista venerdì 19 febbraio. I 24 artisti proporranno il proprio brano potendo modificare arrangiamento, interpretazione, messa in scena. In sostanza: il pezzo resta quello, ma ciascuno potrà vestirlo come vuole. Prepariamoci a pianoforti che prendono fuoco, lanci di petardi e innovatori che, per distinguersi, faranno l’unica cosa davvero rivoluzionaria: cantare bene. A votare saranno la giuria popolare e una nuova giuria internazionale di esperti, composta da personalità del mondo della musica e dello spettacolo. Soprattutto, il vincitore rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2027.
Morale: avremo la possibilità di litigare su due vincitori invece che su uno. Anzi, su tre, perché c’è pure la Serata Cover: è in programma il giovedì, avrà una sua classifica e non porterà punti alla gara principale. Gli artisti potranno esibirsi con ospiti italiani o internazionali e avranno 4’ a disposizione. Gli inediti, invece, dovranno restare entro i 3’ e 30”.
CIAO CIAO SALA STAMPA
Ma la novità destinata a generare malumori (lo ha già fatto) arriva sabato. Durante la prima parte della finale voteranno tutti: giuria popolare 34%, sala stampa, tv e web 33%, radio 33%. I risultati, sommati a quelli accumulati nelle precedenti serate, determineranno la classifica e porteranno alla finalissima da 3 a 5 artisti («confido che siano 5» ha specificato De Martino che, tra l’altro, conferma l’invito a Emma). Poi però i giornalisti smettono di toccare palla. E pure le radio. Nel momento decisivo la votazione (l’ultima) sarà affidata esclusivamente alla giuria popolare, che peserà per il 50%. L’altro 50% sarà rappresentato dal cosiddetto “tesoretto”, cioè il patrimonio di voti raccolto nelle precedenti votazioni.
E non è tutto, perché cambia anche il modo in cui voterà il pubblico. Accanto agli strumenti tradizionali arriva il voto online. Era ora. Poi c’è lei, la temibilissima Intelligenza Artificiale. Qui il regolamento Rai assume toni piuttosto bellicosi. Le canzoni dovranno essere espressione della creatività umana e non sarà consentito utilizzare sistemi di IA quando questi alterino il contributo creativo di autori e artisti. Sono previsti anche strumenti tecnologici di verifica per scoprire eventuali furbetti dell’algoritmo. Meno limiti per l’utilizzo dell’autotune: De Martino ha spiegato che sarà ammesso purché sia «al servizio della canzone». E vabbé.
Altro? Le candidature dovranno essere presentate entro il 23 novembre e dal 29 potranno essere annunciati i 24 eletti («punto alla nuova musica e non mi interessa coprire quote rosa o altro» chiarisce De Martino). Poi comincerà il consueto circo: indiscrezioni, smentite, interviste ai Jalisse e italiani che ripeteranno, mentendo, «Io Sanremo non lo guardo». La rivoluzione è avviata, manca solo la parte più difficile: trovare 24 brani capaci di durare più di una settimana.