Wilma De Angelis voce e icona pop di un secolo italiano si è spenta ieri all’età di 96 anni nella sua Milano. La grande cantante, negli ultimi trent’anni divenuta anche conduttrice televisiva tra pentole e sughi, antesignana di quelli che poi si sarebbero chiamati cooking show è morta in una casa di riposo in zona Lambrate, attaccata a casa dell’amatissimo nipote, il fotografo Fabio De Angelis che non ha smesso di coccolarla e visitarla ogni giorno anche in questi ultimi mesi dopo il problema cardiaco che l’aveva colpita nei primi giorni dello scorso mese di giugno. Proprio le parole di Fabio, scritte d’istinto sui social con una foto assieme all’amata zia, hanno scatenato il tam tam ieri pomeriggio che in pochi minuti ha visto scatenarsi l’affetto di fan vip e no.
«Era molto amata. Sono sicuro che vorranno essere in tanti a salutarla» ci ha detto il nipote, parlando a caldo e pieno di emozione. «Negli ultimi giorni mi erano arrivati anche dei videomessaggi dedicati a lei da Alessandro Borghese e Mietta che avevano piacere di farle sentire il loro affetto». Tra i primi ricordi a uscire ieri quello di Silvia Toffanin e di Verissimo. L’ultima volta in tv fu, però, a marzo dello scorso anno, ospite di Caterina Balivo su RaiUno a La Volta Buona. Esattamente un anno fa, proprio il 12 ottobre, stessa data di oggi, aveva scelto ancora una volta Libero per raccontarsi e aprire il suo cuore. Come aveva fatto anche in occasione del suo 95esimo compleanno, nel mese di aprile quando l’avevamo trovata ben presente e attenta a ogni particolare, sottolineato dal suo sorriso dolce e dallo sguardo vispo, ricordando il suo mondo fatto di musica, nostalgia e aneddoti irresistibili.
«Anche se ormai non canto più veramente, canticchio e basta», ci disse. Non guardava più Sanremo. Eppure le note continuavano ad essere la sua occupazione preferita. Tanto che nel 2010, per festeggiare i suoi gioiosi 80 anni, decise addirittura di fare una cover in italiano del brano «Bad Romance» di Lady Gaga dal titolo «Dimmi di sì». Milanese, nata l’8 aprile 1930, Wilma aveva scoperto presto di avere una voce speciale. La madre Iolanda la incoraggiava, mentre il padre Francesco, gelosissimo, avrebbe preferito tenerla lontana dalle esibizioni pubbliche. Lei, però, studiò canto di nascosto, fino al concorso che vinse da ragazzina che la portò a partire per le prime tournée nei teatri del Nord Italia.
Nel 1952 arrivò il primo contratto discografico, poi il jazz, la Philips e i successi all’estero, soprattutto nel Nord Europa, dove diventò celebre prima ancora che il pubblico italiano imparasse a riconoscerla. Nel 1959 arrivò il Festival di Sanremo e con Nessuno, pezzo swing che anticipava i tempi e sarebbe diventato una evergreen ricantata da tutti i più grandi, come Betty Curtis, ma anche da una giovanissima Mina con la quale nacque una amicizia autentica destinata però a interrompersi con il passare degli anni. «Sarebbe stato bello condividere anche la vecchiaia», ci confidò con un accenno di malinconia. Nel 1961 arrivò l’altra hit assoluta: «Patatina», una canzone che inizialmente non la convinceva affatto. «Pensavo che quella canzone sarebbe durata al massimo qualche giorno», ci aveva confidato. Invece quel motivetto diventò il suo marchio di fabbrica.
Una carriera, la sua, che a fianco alla musica la vide diventare anche amatissima conduttrice tv alla fine degli anni 70. A offrirle una seconda vita fu Paolo Limiti che nel 1979 le propose «Telemenù» su Telemontecarlo, destinato a diventare poi «Sale, pepe e fantasia». «Pensare che io non sapevo nemmeno cucinare!». Il programma andò avanti per diciotto anni. Wilma non ha avuto figli né un marito. Ma molti amori. Glam in età giovanile. Da quello (da lei non ricambiato) con Marcello Mastroianni. Poco più che un tentativo in cui il grande attore nel 1959, colpito dalla sua voce, la invitò a cena, salvo essere rifiutato da lei. Alla storia complicata con Gianni Rivera, tredici anni più giovane.
Anche con il campione fu lei a chiuderla con una lettera. L’amore vero arrivò più tardi, quando aveva già superato i sessant’anni. Si chiamava Gianni, lo incontrò il 18 agosto 1994 e con lui costruì un rapporto fatto di complicità e sostegno reciproco, pur senza convivere mai. La sua morte, nel 2022, lasciò un vuoto profondo, aggravato dalla perdita del fratello Aldo, compagno e punto di riferimento per tutta la vita. «Sono molto felice della mia vita perché ho fatto tante cose belle. Mi accontento così», ci aveva detto salutandoci, proprio un anno fa esatto. Una bizzarra coincidenza. Di cui forse, Wilma per prima, avrebbe sorriso di gusto.