In lode di Gerry Scotti, finalmente diventato "un numero uno". La stagione de La Ruota della fortuna su Canale 5, anche grazie alla sua splendida spalla Samira Lui, è stata fin qui un successo pieno, anzi pienissimo. Il ritorno del mitico prodotto di Mike Bongiorno ha vinto la concorrenza di Stefano De Martino e di Affari tuoi su Rai 1, garantendo a Mediaset quasi ogni giorno la vittoria nella strategica fascia dell'access prime time. Quella compresa, per intendersi, tra i tg e i programmi della classica (ormai ex, orologio alla mano) prima serata, diventando di fatto un decisivo traino per entrambi.
Numeri alla mano, è Aldo Grasso sul Corriere della Sera, critico tra i più autorevoli (e severi) del panorama italiano. Abbandonato il proposito di lasciare la tv (per fortuna dei telespettatori) al compimento dei 60 anni, Gerry "sta vivendo il suo periodo d'oro". "Finalmente", appunto, "come avrebbe detto Mike, è diventato un numero uno. Lo testimoniano i successi de La ruota della fortuna e di Chi vuol essere milionario e i numerosissimi spot: ricco e famoso come non mai".
Più che promosso, dunque. "Ama farsi chiamare lo 'zio Gerry', per sottolineare l'empatia con cui tratta i concorrenti", sottolinea ancora Grasso sottolineando l'importanza delle "sue espressioni, come le lacrime non trattenute o le risate contagiose", capaci di renderlo una persona di famiglia come amava ripetere già parecchi anni fa Silvio Berlusconi.