La questione sicurezza e il problema della criminalità giovanile sembra mettere tutti d'accordo, perlomeno in studio a Dritto e rovescio, su Rete 4, dove per la prima puntata del 2026 Paolo Del Debbio ospita un "maranza", l'italo-marocchino Momo, che fornisce un agghiacciante spaccato sulla "vita di strada", dove vige la legge del tutti contro tutti.
Se Momo sembra perfettamente a suo agio, il condirettore di Libero Pietro Senaldi non ci sta e sbotta: "Tutti vi prenderei, quelli che ovviamente delinquono, o al vostro paese o in carcere quelli che delinquono, molto semplice perché tu sei più forte di me, se io e te ci incontriamo qui fuori mi ammazzi in 30 secondi, anche in 10, ma lo Stato è più forte di te". Parole che fanno scattare l'applauso convinto del pubblico.
"Secondo me devono essere i politici che rubano soldi in giro, o i giornalisti che prendono finanziamenti da altri per mettere notizie false. Noi non arriviamo dal terzo mondo, capito? Noi giovani sappiamo tutto, capisci?", protesta Momo. "Se c'è un politico che ruba deve andare in galera e qualcuno c'è andato", gli risponde Del Debbio. "Certo non vanno in galera, noi andiamo in galera anche per una... C'è chi c'è stato", ribadisce il giovane immigrato.
Il giornalista di Repubblica Matteo Pucciarelli però torna sulla questione sicurezza: "Penso che non può passare il messaggio che ti giri dall'altra parte e te ne vai, no, proprio non è ammissibile nella nostra... A questo ragazzino di 15 anni gli va solo detto grazie - sottolinea riferendosi al 15enne aggredito in Bicocca a Milano per aver difeso un amico da un furto -, perché ha avuto il coraggio di difendere un amico e di riprendersi. Ecco, la legge della strada non può avere cittadinanza nel nostro dibattito pubblico. Io in questi discorsi, in questi fatti, ci vedo un drammatico problema valoriale della nostra società e io mi chiedo veramente se dobbiamo interrogarci sul perché sta passando questo messaggio".
"La nostra scuola, i nostri spazi pubblici... Dobbiamo investirci di più, perché se no qui un'intera generazione se ne va, ce la perdiamo. E aggiungo un altro tema però, questi giovani che la pensano così non è che arrivano dalla luna. Viviamo in una società dove questi messaggi purtroppo sono quelli che passano, cioè conta di più apparire piuttosto che essere, (1:01) conta di più possedere piuttosto che la sostanza di quello che sei, conta la legge del più forte", conclude Pucciarelli. Francesca Carollo punta il dito contro i maranza: "Loro, questi ragazzi qui, anche questi in studio, continuano a parlare un'altra lingua, quella della giungla, dell'illegalità, mentre noi continuiamo a parlare la lingua della legalità. Due strade che proprio non si incontrano".
"Prenderei chi delinque e lo manderei o al proprio Paese o in carcere!"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) January 8, 2026
Pietro Senaldi a #drittoerovescio e la risposta di Musta pic.twitter.com/icaWHj9YTS