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Fuori dal Coro, "Torino il punto di partenza": vergogna antagonista su Rete 4

di Claudio Brigliadorimercoledì 18 febbraio 2026
Fuori dal Coro, "Torino il punto di partenza": vergogna antagonista su Rete 4

2' di lettura

Altro che “antagonista”. La sinistra che scende in piazza per Askatasuna, sfila gomito a gomito con i ragazzi dei centri sociali, guarda con sufficienza ai poliziotti aggrediti, feriti, presi a martellate in testa, dovrebbe ascoltare con attenzione quanto spiega davanti alle telecamere, senza timore alcuno, tale Andrea De Marchi.

Chi? Chiederà lecitamente qualcuno. Semplice: un dirigente nazionale CARC, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. Sigla assai attiva quando c’è da scendere in strada. Intervistato da una inviata di Mario Giordano a Fuori dal coro, su Rete 4, l’esponente rosso riflette su quanto accaduto a Torino e a Milano ed espone il suo manifesto politico: «Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo Paese con ogni mezzo necessario e possibile e renderlo ingovernabile! Torino è un punto di partenza per una nuova lotta, per nuovi obiettivi più avanzati. Riconosciamo legittime tutte le forme e i modi che il movimento operaio e popolare del nostro Paese si dà per protestare. Quel che è accaduto in quella situazione (il poliziotto preso a martellate a Torino, ndr) è che a un Rambo gli ha detto male». Più chiaro di così non si potrebbe.

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La mappa della rivolta, dalla Tav ai pro-Pal fino ai pro-Aska, ora ha trovato un'altra tappa: i no Milano-Cortina, con sette sabotaggi in una settimana, ferrovie nel caos e la rivendicazione. «Queste Olimpiadi non potevano iniziare in maniera migliore- rivendica un post di Sottobosko Blogs-, pare necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, del conflitto e del sabotaggio. Fuoco alle Olimpiadi e a chile produce». C’è chi però preferisce restare nell’ombra e non avere telecamere nei paraggi. A Roma una troupe di Giordano arriva per documentare lo sgombero di un centro sociale e le giornaliste vengono assalite: «Giù le mani, stiamo in un luogo pubblico. Non toccate la camera! Non è roba vostra!». I militanti avvertono: «Adesso prendo il microfono e te lo faccio mangiare». Domanda: «Ma non siete qua per il corteo?». «No, siamo qua per allontanarvi, perché non ci va che siete qui». La lotta armata comincia dalla censura preventiva.

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