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Sanremo 2026, Caterina Balivo e il vero vincitore del Festival

di Claudio Brigliadori domenica 1 marzo 2026

2' di lettura

«Abbiamo vissuto la cosa sulla pelle entrambi, io e Federico, e per questo abbiamo deciso di unirci e di cercare di fare arrivare questo messaggio un po’ a tutti». A Festival di Sanremo ampiamente scollinato, e a poche ore dal verdetto conclusivo, lo si può tranquillamente dire: Marco Masini e Fedez sono stati una rivelazione.

Una coppia improbabile, dal punto di vista stilistico e generazionale, che ha trovato la sua alchimia perfetta sul palco. Maturata anche grazie ad annidi sofferenze e di successi, di ascese improvvise e cadute altrettanto rapide. Il Male necessario non è dunque solo il titolo del loro brano in gara. «Questo argomento che noi rappresentiamo credo che sia un pezzo di vita di tutti - spiega Masini a La Volta buona, su Rai 1-, che non ci sia un’età per vivere il dolore, che non ci sia un’età per vivere la gioia, che non ci sia un’età per vivere l’odio e un’età per vivere l’amore. Anche l’odio per noi stessi molto spesso ci porta a cambiare, ma le tempeste ci aiutano molto, ci aiutano a migliorarci, forse le cose belle un po’ ci peggiorano».

Dietro alla canzone dalle liriche a tratti crude e tirate, c’è però anche un'altra persona: l’enfant prodige Alessandro La Cava, giovane autore che ha firmato anche Per sempre sì di Sal Da Vinci, diversissima e acclamata. Questa sera, dunque, potrebbe trovarsi sul podio al suo Festival numero cinque.

Una gran bella soddisfazione per un ragazzo che ha iniziato a scrivere a 12 anni. «Ho seguito l’istinto nella mia vita e mi ha portato dalle canzoni - ammette La Cava sempre da Caterina Balivo -. Poi nel tempo, piano piano, sono riuscito a creare queste canzoni, sono molto felice di queste due in gara». «Quel verso di Fedez che dice 'non ho più spazio per l’inchiostro sul corpo ma ho altro spazio per le cicatrici», ma di chi è? domanda la Balivo- È di Fedez o è tuo?», «È un lavoro collettivo, fa parte di un processo di analisi e di volontà di raggiungere un messaggio collettivo. È stato proprio un lavoro di squadra bellissimo. Quando si va a creare dei pezzi così personali è molto importante avere un contatto con l'artista e con Federico insomma c’è anche questo».

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