"Il governo andrà sicuramente in Parlamento a riferire, questo è indubbio": Italo Bocchino, direttore editoriale del Secolo d'Italia, lo ha detto nello studio di David Parenzo a L'Aria che tira su La7, riferendosi alla guerra in Medio Oriente tra Usa e Israele da una parte e Iran dall'altra. "Adesso questo bisogno dell'opposizione di dire: la Meloni venga sennò si dimetta... è un bisogno un pochino infantile", ha aggiunto, lanciando una stoccata alla sinistra.
"Allora qui il dato è semplice - ha spiegato il giornalista - noi vivevamo abbastanza tranquilli, poi a un certo punto Putin ha cominciato la guerra in Ucraina e dall'altra parte i terroristi tagliagole di Hamas sono andati a uccidere dei civili innocenti israeliani. Questi i due fatti che hanno scatenato il putiferio che stiamo vivendo. La posizione dell'Italia su queste due questioni è stata netta e chiara: con l'Ucraina senza se e senza ma, con Israele e contro Hamas senza se e senza ma, tolti gli eccessi di Netanyahu che la stessa Giorgia Meloni ha criticato. Adesso c'è la questione dell'Iran".
Secondo Bocchino, la reazione degli Usa è stata l'unica possibile: "A questo punto che dovevano fare gli americani? Bene ha fatto Trump. Il premio Nobel per la pace iraniano aveva detto: prima si ammazza Khamenei e meglio è. Adesso quindi ben venga un intervento che faccia chiarezza in Iran. L'Iran è isolato, è una guerra regionale di alleati dell'Occidente che vogliono un equilibrio pacifico in quell'area del mondo a differenza dell'Iran. Più va avanti la risoluzione del problema Iran e meglio è, non dimentichiamo che è un posto dove i giovani non potevano protestare e venivano uccisi, le donne non potevano uscire di casa e andare all'università, dovevano rimanere velate, gli omosessuali venivano impiccati in piazza. Dovremmo festeggiare tutti quanti insieme e dire grazie a Trump che finalmente mette mano al dossier Iran".