Filorosso nel mirino di Stefania Cappa. La puntata andata in onda lunedì 22 giugno non è andata giù alla cugina di Chiara Poggi. In particolare alcune parole pronunciate dal super testimone che si è mostrato in tv a volto scoperto. "Stefania Cappa è rimasta in silenzio fino a oggi per senso di responsabilità e rispetto del lavoro istituzionale – afferma la legale Valeria Mettica - ma non è più disposta ad accettare che venga sistematicamente instillato nell’opinione pubblica il sospetto di un suo coinvolgimento nell’omicidio della cugina, ancorché pacificamente escluso dagli inquirenti, anche attuali. Quanto accaduto ieri sera ha superato un limite che non può essere ulteriormente tollerato. Abbiamo querelato".
E ancora, a Fanpage: "Monteleone e Giuseppe Brindani (direttore di Gente, ieri ospite in trasmissione) dovrebbero verificare le fonti: se lo avessero fatto, avrebbero visto che Mattiuz è talmente incredibile che dopo essere stato ascoltato dai Carabinieri, dagli stessi addirittura neppure viene ritenuto in grado di poter sviare le indagini. Ai Carabinieri è lui che fornisce, tra gli altri, il numero telefonico che indica come quello utilizzato all’epoca e che viene verificato non agganciare alcuna cella di Garlasco. Non solo: i Carabinieri più volte chiedono se possa esservi confusione coi giorni, ma il teste tardivo nega e solo oggi, dopo essere stato ricompensato con la comparsata su Rai3, si ricorda di avere avuto all’epoca altri cellulari".
Il riferimento è Massimo Mattiuz, il testimone intervistato da Antonino Monteleone per il programma di Rai 3. Mattiuz circa un anno fa si è fatto vivo con gli inquirenti che indagano sull’omicidio di Garlasco ritenendo di avere importanti cose da dire riguardanti proprio il 13 agosto 2007, giorno in cui fu uccisa Chiara Poggi. "Il 15 di agosto di quell'anno c'è stato un grande evento, che all'epoca era uno degli appuntamenti più importanti in Italia - è il suo racconto -. Io vado là giorni prima perché dovevo portare tutto l'allestimento del locale". Arrivato in anticipo "mi sono fatto un bel giro. Io sono uno che cammina tantissimo, tutt'ora lo faccio. Però il paesino era vuoto perché era quasi Ferragosto, quindi non c'era un grande movimento. Ti dico che ho visto un paese che mi sembrava deserto, e ho incrociato altre due persone". "Io ti posso anche descrivere le altre persone che ho visto, a me è rimasto tutto impresso", ha proseguito, "perché quando succede qualcosa tu ti stampi nella memoria quello che vedi. In quel momento l'ho guardata, ci siamo guardati in faccia, e l'ho seguita proprio con lo sguardo dopo che lei ha svoltato. Era una bella ragazza, mi sono girato e l'ho guardata e se n'è andata che pedalava a una velocità assurda. Sinceramente non posso dirti che ho percepito una fuga; io ho percepito che aveva fretta, e aveva due occhi spiritati". Aveva "un bel completino nero, una magliettina, il pantalone, e mi ricordo gli occhiali sulla testa", mentre la bici "era una bici nera, aveva dei raggi, sembravano d'argento. Cromati, che riflettevano la luce".