Provocazione o insolazione estiva? Conoscendo Carlo Freccero, e contando sul fatto che gli studi di La7 siano dotati di un buon impianto di aria condizionata, propenderemmo per la prima ipotesi. L’ex direttore di Rai 2, ospite di Marianna Aprile e Luca Telese a In Onda, si diverte a spararle grosse e animare una serata di inizio estate per la verità un po’ soporifera.
Per l’occasione, si traveste da retroscenista di politica estera citando fantomatiche fonti (anonime) del web. Le premesse non sono il massimo, ma questo passa il palinsesto. Si parte dall’ormai celebre scontro tra Trump e Giorgia Meloni, una querelle che ha agitato le acque non solo in Italia nelle ultime settimane. «Ho un pettegolezzo bellissimo, vi faccio divertire», esordisce Freccero per poi fermarsi, da consumato uomo di tv. «C’è il super-spot?». La Aprile lo autorizza a proseguire: «No, no, per il pettegolezzo aspettiamo».
«È uscita su internet una cosa curiosissima - sussurra l’ex uomo forte della Rai, con fare furtivo -. Sembra che la Von der Leyen abbia fatto una chat con i tre volenterosi Starmer, Macron, Merz, più la Meloni e Zelensky sul tema “come far fuori Trump”. Chi è che ha raccontato le bugie? È stato Rutte o è stata la Meloni sui voli usa dalle basi italiane? Trump conosce assolutamente cosa avviene dietro alla Von der Leyen, conosce tutto. La cosa interessante è che è uscita in America sui giornali e non qui in Europa».
A corroborare questa teoria, ecco un’altra chicca. A Freccero, il presidente dell’Ucraina Zelensky non è mai andato a genio. E questa è l’occasione per sganciare sulla sua testa un’altra bombetta: «Voi sapete che Zelensky aveva un raffreddore un po’ strano, si soffiava sempre il naso all’insù... così... non so come mai avesse questo raffreddore particolare. E Trump lo ha trattato malissimo, perché il presidente Usa conosce tutti gli affari di Zelensky», sottolinea con parole sibilline che tanto piaceranno, c’è da giurarlo, a Mosca.
Poteva mancare il punto sulla politica interna? Ma certo che no: «Vannacci copre la funzione dell’opposizione - sottolinea ancora Freccero -. Siccome Meloni ha tradito tutte le parole d’ordine lanciate in campagna elettorale, ecco che abbiamo la riserva numero 13 che dice tutto quello che Meloni non dice ma che il suo elettorato vuole. A livello mediatico la cosa interessante è che a ogni elezione compare un personaggio nuovo, perché come in America le elezioni si svolgono sugli individui e non sui partiti. Ci vuole un personaggio che sia contro tutti».