A Fuori dal Coro, il programma di attualità e approfondimento condotto da Mario Giordano la domenica sera su Rete4, si torna a parlare di Salim El Koudri, il 31enne italo-marocchino che a maggio si lanciò con una Citroën C3 ad alta velocità contro i pedoni in via Emilia Centro, a Modena, travolgendo diverse persone. Dopo l'impatto, sceso dall'auto, tentò la fugo e accoltellò un uomo, prima di essere bloccato da alcuni cittadini. Il bilancio iniziale fu di otto feriti, alcuni gravissimi.
Il 22 luglio, però, è morta Monica Esposito, 55 anni, rimasta ferita nell'investimento. El Koudri, ora, è indagato per strage e, dopo la morte di Esposito, anche per il relativo reato di omicidio. L'indagine, però, sta inoltre valutando l'eventuale finalità terroristica e Giordano pone delle questioni: “Come mai si è voluto liquidare subito tutto come disagio psichico? Perché anche il ministro (Piantedosi, ndr), dice che non è terrorismo, è disagio psichico. Perché tutta questa fretta? Io credo che il ministro debba chiarire qualcosa. È vero che è stato attenzionato? E se è stato attenzionato si sapeva che cosa... perché tutta questa fretta? Perché non sono arrivate le informazioni? Cosa non ha funzionato?”.
Durante la puntata, infatti, viene mostrato un filmato di El Koudri che anticipa l’attentato, registrato a mezzanotte e 56 minuti del giorno fatale. In questo filmato annuncia che farà un rito di purificazione prima di compiere la strage. E con il taglio della barba “loro” si preparano al passaggio per arrivare completamente purificati. Oltre a questi video, registrati poco prima dell'attentato di Modena, dal cellulare di Salim El Koudri sono state analizzate 68.000 ricerche online degli ultimi due mesi ed è emerso che un giorno su due si informava sull'ISIS e sul loro addestramento militare.
Nelle immagini che sono state trovate sul suo cellulare ci sono anche armi da fuoco ed il ragazzo guardava anche video di attentati terroristici simili a quello poi messo in atto da lui. Deborah De Cicco, avvocato difensore di Giovanni Esposito, fratello della donna deceduta in ospedale nell'attentato, critica il lavoro della procura: “Non comprendo perché ancora adesso la procura di Modena non abbia voluto contestare l'aggravante del terrorismo di matrice comunque islamica. Le ricerche sono molto allarmanti e ci dovrebbero anche porre un alert per un discorso di sicurezza nazionale, perché c'è un rischio di emulazione molto forte”.
"Come mai si è voluto liquidare tutto subito come disagio psichico?"
— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) September 27, 2026
Mario Giordano a #Fuoridalcoro sull'attentatore di #Modena Salim El Koudri pic.twitter.com/RPMXuQnrL7