Attimi di paura per Elena Testi, inviata di La7. A raccontare l'accaduto è la stessa giornalista in collegamento con Tagadà da Gerusalemme. "Sono donna e per quanto io sia coperta, non è abbastanza per loro. Mi hanno iniziato a insultare, mi hanno tirato oggetti addosso. Uno mi ha colpito all'orecchio", ha spiegato prima di mostrarsi, poi, con il capo coperto e con indosso una gonna. Ha raccontato di essersi trovata in difficoltà quando, mentre si trovava in strada, è intervenuta la polizia israeliana, la cui presenza non è gradita nel quartiere dove una parte di abitanti non riconosce lo Stato di Israele.
"Hanno iniziato a lanciare vetri alla polizia, e hanno aggredito anche noi perché non eravamo vestiti in maniera decente", ha spiegato. L'inviata e la troupe sono stati aggrediti per motivi legati all'abbigliamento: "Mi continuavano a dire che ero una donna di facili costumi", ha aggiunto.
La zonna dalla quale Testi era collegata è "Mea Shearim, quartiere ultraortodosso e super religioso. In questo quartiere la polizia israeliana non la vogliono vedere, non riconoscono lo stato d’Israele. Una componente minoritaria è a favore dello stato palestinese". E ancora, anche durante il videocollegamento: "Sta tornandola polizia e si sentono spari da altre parti, lanciano anche dei lacrimogeni".