La scoperta di risultati negativi e di documenti non confluiti nelle relazioni note da parte dei Ris nel caso Garlasco apre interrogativi sulla corretta gestione degli accertamenti. La Procura sta verificando non soltanto chi abbia ucciso Chiara Poggi, quindi, ma anche se le analisi del RIS del 2007 siano state eseguite, documentate e interpretate correttamente.
Se ne parla anche a Quarta Repubblica, programma d’approfondimento di Rete 4 condotto da Nicola Porro. Ospite, in collegamento, l’avvocato Giada Bocellari che, insieme ad Antonio De Rensis, difende Alberto Stasi ed è sconcertata dopo gli ultimi sviluppi: “Sono una persona estremamente pacata, garantista e prudente nel riferire circostanze. Vi posso garantire che la situazione che riguarda questo tema è una situazione vergognosa, inquietante, scioccante. Non so come definirla. Credo che sia una delle cose peggiori che possano capitare a un avvocato quando fa questa professione e una bruttissima pagina per la giustizia. Adesso non posso dare troppi elementi, ma vi posso garantire che non è finita qui. Le cose che avete evidenziato sono cose gravissime che sono accadute, ma non sono le uniche, perché stiamo andando avanti a leggere”.
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La Bocellari spiega tutto il lavoro svolto finora: “Questi dati noi li abbiamo acquisiti in realtà a maggio, perché li avevamo chiesti e ce li avevano negati. Poi li ho chiesti di nuovo alla procura di Pavia nell'agosto 2025, la procura di Pavia è riuscita ad acquisirli, ma alla fine noi siamo venuti in possesso di questi documenti solo a maggio. Parlo dei raw data, quindi le cose negative che noi troviamo nei raw data le scopriamo questa estate. Adesso la procura però ha fatto un passaggio ulteriore, cioè è andata a Parma e ha preso i faldoni originali del RIS di Parma, quattro faldoni enormi pieni di carte, appunti di laboratorio che stiamo ancora finendo di leggere, perché sono particolarmente impegnativi”. L’avvocato di Stasi entra nello specifico di questi documenti: “Da lì viene fuori la questione dell'OBTI test negativo già fatto dal RIS in laboratorio il 20 settembre, non comunicato, tanto che Fabbri il 25 chiede di fare il test specifico, perché l'avevano messo in galera, perché c'era sangue e dice ‘facciamo il test specifico’ e dicono di no. In realtà era già stato fatto il 20".
"Adesso andando avanti a leggere – spiega la Bocellari - ci sono altre cose, alcune meno gravi, alcune comunque non molto regolari, ma ce n'è almeno un'altra gravissima di pari gravità a queste due cose di cui state parlando. E poi non abbiamo ancora finito di leggere”. Anche se dice e non dice, la Bocellari è un fiume in piena, segno che le attività di questi giorni sono frenetiche: “Io è meglio che non mi esprimo in questo momento per tutela di me medesima, quindi non darò un giudizio. Dico solo e domando solo come questi signori, compreso il consulente della famiglia Poggi che continua a ripetere una cosa di una gravità inaudita, cosa rispondono al fatto che Carlo Robino, perito del giudice Vitelli nel 2009, chiese direttamente al RIS di avere tutte le analisi che riguardavano i pedali? Perché il perito del giudice non è un consulente, ma ha un obbligo di verità e doveva rispondere secondo verità ad un quesito specifico sul DNA sui pedali. Come mai il RIS al perito ha dato solo un tracciato di BUP, quello bello del 2019, e due dati di quantificazione, quello prima inibito e poi 278, come mai le corse del 20 al perito non sono state date? Come mai l'OBT negativo non è stato comunicato al dottor Robino, al perito del giudice? Perché queste sono le domande a cui tutti questi devono essere in grado di rispondere”.
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