«Vieni a vivere con me. Sai quante cose potremmo fare», cantava Luca Carboni a metà di quei magici anni Ottanta. Magari, è la proposta di Augusta Montaruli, quarant'anni dopo, qualcuno a sinistra potrebbe accorgersi che il razzismo degli esponenti di Fratelli d'Italia è solo un macchiettistico, comodo luogo comune.
A L’aria che tira, su La7, la discussione sulla assai difficile situazione attuale, tra le violenze di piazza dello scorso weekend a Milano, Bologna e Torino da una parte e il blocco selvaggio dei tir che sta attanagliando il Mezzogiorno svuotandone i supermercati e i distributori di benzina. Il dialogo, però, è impossibile. E la deputata di Fratelli d’Italia protesta con Karima Moual: «Mi hai anche dato della razzista. Vieni a casa mia e ti rendi conto che è impossibile che io sia razzista. Bisognerebbe, francamente, anche abbassare un pochettino i toni».
La giornalista di origini marocchine, moglie del big Pd Vincenzo Amendola, però non molla e anziché sotterrare l’ascia di guerra provoca ancora l’onorevole meloniana: «Sul razzismo magari David può fare un’altra puntata, così approfondiamo». Il padrone di casa David Parenzo ascolta in silenzio, quasi divertito. Non sa che la situazione gli sta per esplodere tra le mani. «Ma basta passare due giorni con me per rendersi conto che non posso essere razzista in quanto ho una sezione di un quartiere degradato dove entra anche la persona straniera», sottolinea la Montaruli, torinese e sempre in prima fila nel denunciare l’emergenza sicurezza nella sua città amministrata da sindaco dem Lo Russo.
«Non è che se fai entrare la badante o l’amica...», contrattacca ancora la giornalista italo-marocchina, con un certo sprezzo. Montaruli però contesta a Moual e ai commentatori di sinistra la condiscendenza dimostrata con i giovani di seconda generazione scesi in strada per sfasciare le vetrine e saccheggiare i negozi ed è qui che il confronto diventa obiettivamente impossibile da seguire, sia per Parenzo, sempre più sconvolto, sia per gli stessi telespettatori da casa.
Tra un richiamo della Montaruli («Fammi parlare») e una protesta della Moual, la parola passa così a un contributo della regia sulle parole del ministro Lollobrigida. Mentre Parenzo lancia il servizio, Augusta e Karima continuano a dirsele di santa ragione. «Potremmo dirci certe cose da fare accapponare la pelle...».