"Pinocchio era un bel maranza". A dirlo è Luciana Littizzetto nella sua abituale letterina che, nell'ultima puntata di Che tempo che fa, era dedicata ai genitori dei ragazzini che hanno devastato le vetrine del centro di Milano. Nel suo monologo, la comica torinese si mette nei panni nel genitore che riceve una telefonata dalla questura perché il figlio è stato fermato dalla polizia. Un genitore che - sostiene Littizzetto - in quel momento prova vergogna, angoscia e si chiede dove abbia sbagliato.
Si passa poi alla figura dell'adolescente. Una figura che - spiega ancora la comica - è difficile da capire, cambia da un momento all'altro, può diventare aggressivo e manifestare una rabbia che i genitori faticano a comprendere. Tutte cose vere, certo. Che però non possono giustificare la devastazione di un negozio, come invece cerca di far credere Littizzetto: "Si sfascia perché si è vuoti di senso, si è soli, pieni di rabbia, di furore".
Infine, il richiamo a Pinocchio. "E ricordati che il più grande personaggio della letteratura italiana è Geppetto, il papà di Pinocchio, che anche lui era un bel maranza. Collodi non lo dice, ma secondo me Pinocchio le vetrine dell’IKEA o della Foppapedretti le avrebbe sfondate volentieri. Però Geppetto non molla mai. Ama talmente quella testa di legno che ha messo al mondo che lotta, si danna l’anima, si fa inghiottire addirittura da una balena, ma alla fine riesce a far diventare il suo burattino un bambino vero. Se ci è riuscito lui…". Certo, i genitori non dovrebbero mai arrendersi nel provare a educare i figli. Ma se questi arrivano a sfondare una vetrina e a saccheggiare un negozio, evidentemente si è sbagliato qualcosa prima. E, a quel punto, recuperare non è sempre così facile.