Battibecco vivace tra Pietro Senaldi, condirettore di Libero, ed Elisabetta Piccolotti, deputata di AVS, sul nuovo decreto sicurezza varato dal governo dopo gli scontri di Milano. Il siparietto va in scena a “In Onda”, il programma d’approfondimento di La7 della domenica, condotto da Luca Telese e Marianna Aprile. “Io penso che le leggi le applicano i magistrati, sono i magistrati poi a sanzionare qualora vedano dei reati. Questo non lo fa il governo. Io penso che i decreti siano serviti. Quanti autotrasportatori ci sono in galera? Nessuno”, è il commento di Senaldi sul nuovo pacchetto di norme del governo Meloni. Piccolotti non è d'accordo e replica: “Ai lavoratori operai di Bologna che andarono a occupare la tangenziale le denunce sono arrivate tre o quattro mesi dopo. Noi non sappiamo quanti autotrasportatori dovranno affrontare un processo rischiando la pena detentiva, perché questo governo, per il blocco stradale, ha scritto nella legge che la pena è carcere”.
“Onorevole un po’ di gentilezza, perché voi state facendo il blocco al mio intervento. Ancora sta a parlà?!", risponde stizzito Senaldi e spiega perché, secondo lui, l'ultimo decreto sicurezza sia stato un vero successo per il governo.
"I lavoratori di Bologna o gli autotrasportatori, se li metterà in carcere, li metterà in carcere un magistrato e non il governo. I decreti sono serviti a non avere un weekend violento. Secondo me è stata una cosa dissuasiva. L'altra cosa che è servita a non avere il weekend violento è stata l'individuazione di uno degli agit-prop, no? I ragazzi erano tutti pronti a scattare in piazza alle 15:30, ma è stato fermato quello che faceva le comunicazioni. Lo Stato ha avuto un successo sabato e domenica, lo ha avuto intervenendo. Perché come puoi avere successo se non intervieni? Se stai a guardare. Spaventano gli atti violenti non le manifestazioni".