(Adnkronos) - Francese il presidente della giuria principale e 'francese' anche il manifesto per Venezia 71, ispirato all'immagine finale del capolavoro della nouvelle vague 'I 400 colpi' (1959) primo lungometraggio di Francois Truffaut, regista amatissimo da Barbera, con lo sguardo fisso, nel film un fermo immagine, del protagonista Antoine Doinel (interpretato da Jean-Pierre Léaud) verso gli spettatori, spalle al mare, al suo essere limite e possibilità, raggiunto dopo la fuga dal riformatorio. " Uno dei finali più intensi della storia del cinema -afferma Barbera- che non può lasciare indifferenti. Abbiamo voluto il piacere di citarlo e di avere nel manifesto l'immagine di un adolescente, degli interrogativi che solo gli occhi di un adolescente restituiscono". Il Doinel di Truffaut conclude la sua fuga verso la libertà guardando indietro, inquieto ma già disponibile ad affrontare la realtà, e di realtà la selezione di Venezia 71 ne offre tanta, mixata con la capacità di meravigliare propria del cinema cui, spiega Barbera, "alludono i colorati pesci volanti inseriti dal bravissomo autore Simone Massi". "In quello sguardo c'è anche la consapevolezza che la realtà è violenta e non si può solo sfuggirla, la stessa consapevolezza che ha sempre avuto il cinema nella sua duplice veste di fabbrica dei sogni e di strumento per raccontare e capire appunto la realtà, anche la più drammatica, invitando a riflettere sui grandi temi di attualità. Non a caso -sottolinea Barbera- nei giorni scorsi Papa Francesco ha detto che siamo in una Terza guerra Modiale ma a pezzi e proprio al tema della guerra rimandano molte delle pellicole selezionate". (segue)