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Luciano Moggi, il pronostico sullo scudetto: "Juve? Si ma...". La squadra davvero favorita

di Matteo Legnani domenica 19 agosto 2018

4' di lettura

Basta chiacchiere, ora si passa ai fatti. Inizia il campionato e iniziano i sogni dei tifosi. Noi, che per mestiere non dovremmo sognare, cercheremo di esaminare le forze vecchie e nuove, cominciando ovviamente dalla squadra campione d' Italia: la Juventus. La società piemontese ha puntato grosso quest' anno, pensando fortemente alla Champions League. Ha preso Ronaldo per dare maggiore carisma al reparto d' attacco e maggiore pressione alle difese avversarie e ha richiamato Bonucci per ricomporre il duo con Chiellini che tanto bene aveva fatto in passato, magari invecchiando la squadra, ma dandole esperienza e qualità. Con Cristiano il mister dovrà cambiare strategie: se Higuain, arrivato a Torino come prima punta, è stato adattato a mezza punta per partecipare di più al gioco della squadra, in questo caso invece occorrerà adattare la squadra al gioco di Ronaldo. Caldara e Bonucci - Un processo inverso che non dovrebbe denunciare grandi difficoltà data la classe dei soggetti in campo. Soffermandoci sul ritorno tanto chiacchierato di Bonucci e la cessione di Caldara al Milan, dobbiamo riconoscere ai dirigenti la possibilità di stabilire l' utilità di certe operazioni, essendo i soli a conoscere gli umori del gruppo a disposizione. Dalla nostra posizione, di chi cioè non ha nessuna responsabilità operativa ma solo il dovere di raccontare, potremmo magari obiettare che potrebbe essere stato un errore dare il giovane atalantino ai rossoneri per riportarsi a casa Leonardo che aveva abbandonato la Juve in malo modo. Così come dare Gonzalo al Milan, rinforzando i rossoneri con un campione in un ruolo di cui loro avevano decisamente necessità. È però una chiacchiera da giornalista, quindi soltanto un parere che non conta, anche perché non suffragato dalla conoscenza dell' interno della squadra. Di contro, gli arrivi di Cancelo ed Emre Can hanno notevolmente rinforzato la rosa. Nessun dubbio, quindi, sulla Juve che sarà ancora in lotta per tutto, Champions compresa. Il primo avversario in campionato è il Chievo ed inutile dire chi sia il favorito. Visti gli esiti di mercato, non c' è nessuna difficoltà a stabilire chi possa ostacolare il cammino dei bianconeri: sicuramente l' Inter che, contrariamente ai tempi di Moratti, si è rinforzata intelligentemente nei ruoli in cui aveva bisogno. Ai nerazzurri serviva un centrale difensivo, ed è stato preso De Vrij della Lazio. C' era bisogno di dare peso e qualità al centrocampo, e dalla Roma è arrivato Nainggolan che, oltretutto, ha nei piedi anche un minimo di sei/sette reti a campionato. Era necessario rinforzare gli esterni, ed ecco Asamoah e Vrsaljko. Non solo. L' Inter poi ha arricchito la rosa con Keita e Politano, ma soprattutto ha scovato in Argentina il giovane attaccante Lautaro Martinez, che sembra un predestinato ad un avvenire calcistico luminoso. Dicembre e gennaio -  Se quest' anno i nerazzurri riusciranno a superare indenni dicembre e gennaio, mesi in cui solitamente vanificano quanto di buono fatto in precedenza, saranno senz'altro l' avversario number one della Juve. La squadra di Spalletti esordisce a Reggio Emilia col Sassuolo, col ruolo di favorita. Il Napoli di Carlo Ancelotti non dà la sensazione di essere competitivo per il titolo, per ovvia mancanza di rinforzi adeguati. Considerando come ha perduto il campionato, e le dichiarazioni fatte da Hamsik e da Sarri dopo la disfatta di Firenze, secondo noi doveva cambiare diversi uomini che hanno dimostrato, nell' occasione, mancanza di carattere e personalità, a cominciare dal capitano. De Laurentiis invece ha mantenuto la stessa intelaiatura titolare a parte Reina, sostituito da Ospina (dall' Arsenal), Jorginho, sostituito da Ruiz del Betis, e con in più l' attaccante Verdi proveniente dal Bologna: troppo poco per aver ambizioni. Partito il mister Sarri, destinazione Chelsea, ecco Carlo Ancelotti. L' inizio non è dei più facili, perché il Napoli dovrà far visita alla Lazio, altra pretendente alla zona Champions. La squadra di Lotito e Tare che ha perso De Vrij, sostituito da Acerbi, avrà in più Badelj e Correa. Dovesse ripetersi a livelli dello scorso anno, potrebbe classificarsi tra il terzo e quarto posto, magari in lotta con la Roma che non può avere ambizioni di primato avendo venduto certezze come Nainggolan e Alisson, sostituiti da Cristante, N' Zonzi e Olsen che non li valgono. Chi pensa a far cassa - Per i dirigenti della Roma evidentemente è più importante far cassa che tentare di vincere: lo scorso anno ha fatto le valigie Salah, oggi i due di cui sopra. È vero che è arrivato Pastore dal Psg, ma l' argentino in Francia non ha mai dato dimostrazioni di gran classe. In più ci sono le due promesse: Coric e Kluivert. Prima esibizione a Torino col Toro, sfida importante per valutare i nuovi arrivi. Che dire del nuovo Milan? Sembra rigenerato dall' arrivo di Leonardo e Maldini,c' è entusiasmo nell' ambiente come se i due dovessero ancora scendere in campo. I tifosi evidentemente non ne potevano più di sentire le chiacchiere di Fassone. Higuain, Caldara, Castillejo, Bakayoko, Laxalt e Strinic dovrebbero aver fortificato un Milan già forte (per merito esclusivo di Mirabelli), che può aspirare alla zona Champions. di Luciano Moggi

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