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Luciano Moggi, Juventus campione d'Italia? "La stanchezza può ribaltare un risultato che pare sicuro"

di Davide Locano domenica 6 maggio 2018

3' di lettura

Fiorentina-Napoli e Inter-Juve ormai dimenticate? Manco a parlarne. A distanza di una settimana sui social è ancora viva la discussione sugli arbitraggi di Mazzoleni a Firenze e Orsato a San Siro. Scrive ad esempio, in maniera ironica, un certo T. Palmieri (tifoso nerazzurro?) che non c’è niente di strano, «la Juve vince perché è più forte di tutti». Dimostrando una certa coerenza, fuori sicuramente dal coro dei tifosi . Poi però si fa prendere la mano e aggiunge che nel calcio di oggi non si profila niente di corrotto, come non si sarebbe profilato neppure nel 2006 se non fossero intervenute le intercettazioni (riferendosi ovviamente a Calciopoli ). Quasi a far capire che l’Inter odierna è stata messa fuori gioco da una calcio corrotto come e più di quello del 2006, anche se mancano le intercettazioni. A vantaggio ovviamente della Juve. Leggi anche: La sentenza di Moggi: quali sono le debolezze della Juve A noi invece risulta che il processo sportivo di quei fatti abbia raccontato in sentenza cose diverse: «Campionato regolare, nessuna partita alterata». Proprio in quel periodo, a seguito di querela di Gianfelice Facchetti contro chi vi scrive, si venne a sapere dal Tribunale di Milano (sempre in sentenza) che «l’Inter, e per l’Inter, il suo presidente, faceva lobbying con gli arbitri». Mentre l’allora procuratore federale, Palazzi, scriveva che «l’Inter era la società che rischiava più di tutte per il comportamento illegale del suo presidente». Non potevano mancare le repliche tra tifosi delle opposte fazioni e la più simpatica si riferisce proprio all'Inter: «Non vincevano al tempo di Moggi (eppure vincevano Lazio, Roma, Milan e Fiorentina); non vincono adesso che non c’è più Moggi, anzi perdono di più; non vincono né con il Var né senza il Var; non vincono con i petrolieri né con i cinesi. Ma allora cosa vogliono? Sanno solo piangere!». Battute a parte, vorremmo dare un consiglio agli interisti. Se capiranno un giorno di essere utilizzati da chi non sa vincere e tanto meno perdere, se capiranno che piangere indebolisce e riusciranno a contraddire la società nelle sue decisioni sportive anziché gridare «ladri» ai vincenti, in quel momento aiuteranno il loro club a crescere e probabilmente impareranno a vincere. Noi ci teniamo intanto per buone le dichiarazioni della Leggenda interista, Sandro Mazzola: «Non è un furto, né la sconfitta con la Juve è colpa dell’arbitro, l’espulsione di Vecino c’era tutta, Perisic andava preso per la maglia e portato in panchina». Intanto, ci dicono che un gruppo di avvocati napoletani sta raccogliendo firme per far ripetere la partita con la Fiorentina dopo il ko 3-0: fosse vero, saremmo alla follia. Vogliono magari querelare Simeone per aver fatto tripletta? Sarebbe una comica che il calcio non merita. Al di là di tutte le polemiche, Juve e Napoli sono stanche. Lo scrivemmo già dopo lo scontro diretto, abbiamo avuto la conferma: l’Inter senza le pirlate finali di Spalletti, avrebbe portato in porto un meritata vittoria, importante per la qualificazione in Champions; a Firenze, non c’è neanche stata partita. E se dunque il campionato sulla carta sembra ormai deciso a favore dei bianconeri, attenzione alle ultime giornate che possono riservare ulteriori sorprese. di Luciano Moggi

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