Torino, 12 mag. - (Adnkronos) - "Se qualcuno, non tra gli aggressori, ma tra i tifosi granata, si è sentito ferito, mi dispiace davvero, me ne rammarico sinceramente, ma ripeto: ho reagito per porre un argine alla cieca prevaricazione dell'abuso muscolare. E, calmatisi gli animi, non ho rinunciato a cercare anche il dialogo con alcuni degli aggressori". Lo ha detto Piero Fassino, sindaco di Torino, riferendo in Consiglio su quanto avvenuto lo scorso 4 maggio con alcuni ultras granata che lo contestavano alla commemorazione nel rudere dello stadio Filadelfia. Fassino ha spiegato di essere stato invitato dagli organizzatori e che un gruppetto di ultras ha iniziato a apostrofarlo già mentre durante il suo ontervento. "Sceso dal palco ha raccontato Fassino - quel gruppetto ristretto si è fatto più incalzante ed è iniziato un lancio di pietre e di lattine di birra, accompagnato da offese a me e alla mia famiglia. Ho reagito alla violenza e alla minaccia fisica, ho reagito a chi voleva impedire di parlare a me e a tutti i torinesi che rappresento, con un gesto di reazione umana e istintiva, avendo negli occhi le tragiche immagini dei recenti scontri nei pressi dello Stadio Olimpico di Roma". "Mi sono ribellato - ha aggiunto il primo cittadino - a una cieca prevaricazione e ho subito ribadito di non aver rivolto offese ai tifosi granata. Mi ha certo colpito che in quel momento, mentre ero impegnato a difendere la mia incolumità e la mia dignità di sindaco, ci fosse un consigliere comunale che, invece di sedare gli animi e contribuire a fermare l'aggressione fisica, stava usando il suo videotelefonino unicamente per trarne qualche profitto politico" ha concluso.