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Superbo Valentino Rossi, il re d'Australia: gara da brivido

di Andrea Tempestini domenica 19 ottobre 2014

2' di lettura

Non gli era riuscito al Mugello, quando per le sue 300 partenze nel motomondiale avrebbe voluto festeggiare con un successo davanti alla sue gente. C'è riuscito stavolta, nella terra down under, su un tracciato dei più amati, dove non marcava il tabellino dal 2005: 82° trionfo su 250 Gran Premi in classe regina, 108 in totale. Valentino Rossi compie l'ennesima impresa della sua carriera, dopo che le qualifiche e l'iniziale fuga di Marquez e Lorenzo parevano aver spento le speranze. L'italiano, come dice il giovane Bastianini, impressiona, perché non lo abbatte niente. In casa di Stoner, l'ambizione non supera il talento ma ci va a braccetto. Galbusera è stata la svolta: ancora una volta alle prove incoraggianti è seguito il decisivo salto di qualità prima del semaforo verde, con quei decimi mancanti e quel ritmo consistente, che hanno permesso prima il recupero poi la gestione del calo dello pneumatico. Lorenzo affonda in una gomma fallata, Pedrosa annega nel caos tecnico a prescindere dell'eccessivo Iannone, Marquez è tradito dalla gomma soft così come un piacevolmente incredibile Crutchlow. Di fatto, il pesarese trova un tappeto rosso su cui sfilare da divo quale è, ma è incontestabile la sua prestazione, perché sgomita col compagno prima della resa, perché sceglie la gomma giusta e la cura con criterio, perché da re detronizzato conosce il castello australiano e in ogni giro da pelo non cade in alcun tranello. Nel giorno nero della Honda, quasi una maledizione per la casa alata dopo l'epilogo 2013, Yamaha fa tripletta e lo deve anche a questo 35enne incallito. Un vecchietto capace di alzare il livello nei suoi anni migliori, producendo una generazione di fenomeni cresciuti per batterlo, e di giocare ancora con l'eccellenza, secondo solo al numero 93. Con gli occhi azzurri e la chioma biondiccia potrebbe passare per un surfista locale, abituato a cavalcare le onde e l'onda. Valentino Rossi nega il record a Marquez, rinforza il secondo posto in classifica, centra la seconda vittoria stagionale. Si riprende soprattutto la corona di Phillip Island, la terra del coraggio e dei dolci ricordi, adorato e adottato dalla gente, baciato dalla brezza dell'oceano. Ancora due gare, poi due anni: l'uomo, che per gli amici è l'unico capace di rendere realtà i sogni, non ha ancora finito. di Giulia Volponi

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