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Maradona: ''Gesto? Non volevo offendere'' Equitalia: ''Verifiche su compensi per dvd''

domenica 27 ottobre 2013

3' di lettura

Roma, 22 ott.- (Adnkronos) - "Mi dispiace per questo malinteso e delle tante, troppe, polemiche perché non è mai stata mia intenzione offendere nessuno, neppure il fisco". Sono le parole con cui Diego Armando Maradona risponde, con un messaggio indirizzato al suo avvocato, Angelo Pisani, alle polemiche dopo le sue dichiarazioni sul fisco. "Il gesto di domenica era solo un modo liberatorio di esprimere soddisfazione per la fine di una persecuzione assurda e cattiva nei miei confronti", prosegue Maradona. Un gesto "fatto in una trasmissione divertente senza voler offendere nessuno, come si vede nell'immagine", assicura il Pibe de Oro, che aggiunge: "Dimostrerò la verità anche con un libro che presenterò in tutto il mondo". "Io rispetto le istituzioni italiane e non sono mai fuggito, già nel 1994 sono stato indagato per questa stessa presunta evasione ed assolto dal tribunale italiano, ed Equitalia nemmeno esisteva - sottolinea il campione argentino -. Non ho intenzione di evitare e cercare sconti da Equitalia ma farò di tutto per chiarire questo scandalo: perciò ho dato mandato al mio avvocato così come fanno in tali casi gli italiani". Spezza una lancia in favore del Pibe de Oro anche l'avvocato Pisani. "Maradona non ha agito come calciatore dribblando la questione Equitalia ma ha agito come qualsiasi cittadino affrontando la questione attraverso il suo avvocato - spiega il legale -. Maradona si dispiace di aver urtato la sensibilità dei massimi organi del Parlamento e si augura che gli stessi parlamentari comprendano l'umore di un uomo che riceve una multa di 40 milioni e viene trattato da criminale, e vivamente alle accuse risponde con un gesto genuinamente satirico e popolare ma senza cattiveria e poi ci sono 39 milioni di motivi per giustificare tale reazione all'ennesimo pignoramento". Pisani ha poi concluso: "Maradona vuole affrontare la questione come qualsiasi cittadino ed essere trattato come tale. Diego è per un'Italia equa e non per Equitalia". L'avvocato di Maradona risponde così a chi gli chiede in che modo si possa arrivare a mettere un punto sull'annosa controversia che contrappone da anni il campione argentino al fisco italiano: "Se Letta, o qualcuno per lui, ha intenzione di capire e di valutare la questione in maniera trasparente, siamo disposti in ogni momento a venire in Italia e a sederci tutti attorno a un tavolo". "E se siamo noi quelli che hanno torto - sottolinea il legale del campione argentino - siamo anche disposti ad ammettere il torto. Però vorremmo che se noi dimostriamo, carte alla mano, che non è mai esistita la violazione fiscale, qualcuno ammettesse che per tanti anni si è fatto un errore e si è strumentalizzato il nome di Diego Armando Maradona". "Una volta tanto - conclude l'avvocato di Maradona - l'Italia farebbe una bella figura e la giustizia trionferebbe". Equitalia sta intanto effettuando le verifiche sui compensi che Maradona, o qualche società collegata, hanno percepito per i diritti d'immagine relativi ai dvd in commercio. Lo chiarisce Antonella Gorret, portavoce dell'Agenzia delle Entrate, in merito alle sue dichiarazioni rilasciate a Matrix. Intanto, il Codacons va all'attacco del Pibe de Oro. "Affermare che Maradona non ha percepito un solo euro per la partecipazione a 'Che tempo che fa' suona come una colossale presa in giro degli italiani". "Durante la puntata del programma è stata fatta una enorme pubblicità alla raccolta di dvd dedicata a Maradona, curata da Gianni Minà, prodotta dalla Rai e distribuita con la Gazzetta dello Sport - spiega il presidente Carlo Rienzi - E' evidente come il mega-spot a tale opera editoriale, tra l'altro appena uscita sul mercato, abbia portato benefici economici sia al calciatore, sia all'autore, incrementando le vendite degli 11 dvd dedicati a Maradona. Una forma di pubblicità occulta che probabilmente ha regalato al calciatore più soldi di qualsiasi compenso potesse percepire per la partecipazione al programma". "A questo punto - prosegue Rienzi - non importa che la Rai figuri tra i realizzatori dell'opera: siano gli stessi Minà e la Gazzetta dello sport a pagare la rete per lo spot andato in onda durante la trasmissione di domenica e per lo spazio pubblicitario ottenuto gratuitamente da Fazio".

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