Robe da matti

Vogliono "spogliare" Lewis Hamilton: la Fia delira e lui risponde "vaffa". Formula 1, esplode un (grosso) caso

Il Codice Sportivo che regola l’attività dei piloti dentro e fuori dalla pista è in vigore dal 2005, lanciato dalla Fia nell’anno del primo successo di Fernando Alonso con la Renault. Norme che sono in continuo aggiornamento, tanto che quest’anno la Federazione internazionale ha vietato — nell’appendice L, capito III, all’articolo 5 — di indossare qualsiasi tipo di gioiello sotto forma di piercing, catenine al collo od orecchini. Una regola che non piace per niente né a Toto Wolff, né soprattutto a Lewis Hamilton, che di orecchini ne ha molti sul corpo. 

 

Hamilton sicuro: “Fia vieta i piercing? Non me li toglierò”
Un tema tornato a essere discuto poco prima del via di scorso weekend a Melbourne, con il direttore di gara della Fia, Niels Wittich, che ha ricordato ai piloti questa norma nel briefing-gara, generando proteste da alcuni piloti, tra i quali Lewis Hamilton. Il sette volte iridato, sempre molto attento al proprio look, non ha gradito ed è pronto allo scontro con la Federazione internazionale: “Non ho intenzione di togliermi i piercing – ha commentato alla stampa dopo la gara in Australia –, ritengo che siano cose personali che ti consentano di esprimere te stesso”. E ancora: “Ci sono alcune cose che non posso davvero togliere. Questi sull’orecchio destro sono letteralmente saldati, quindi dovrei tagliarli o qualcosa del genere, e di conseguenza rimarranno su”.

 

Wolff: “Norma gioielli è un grande passo falso di Wittich”
Alle parole di Lewis si sono aggiunte anche quelle del suo team principal in Mercedes, Toto Wolff: “Questo divieto sui gioielli è una battaglia che lui (Wittich, ndr) deve fare in questa fase — ha tuonato l’austriaco al Daily Mail —? Nils ha diretto le prime gare in modo rispettoso, solido e non ha sbagliato una sola cosa. Ma il suo coinvolgimento nella questione della gioielleria è un grande e sfortunato passo falso. Sono d’accordo con Lewis, farei come lui altre mille volte”.