lo scontro

Serie A, la Juve frena in casa: contro l'Empoli finisce 1 a 1

Il ruolo delle lepre non fa per la Juventus, che frena in casa contro l'Empoli e rischia subito di indossare nuovamente i panni del cacciatore nella lotta scudetto. I bianconeri sprecano un'occasione d'oro per mettere pressione all'Inter pareggiando 1-1 contro i toscani, che mettono un altro mattoncino verso la salvezza e mostrano di essere galvanizzati dalla cura Nicola, al secondo risultato di prestigio dal suo arrivo in Toscana dopo il tris di una settimana fa con il Monza. La Vecchia Signora, penalizzata per tutta la partita dalla sciocca espulsione in avvio di Milik, è stata costretta a giocare per oltre 70 minuti in inferiorità numerica, ma può recriminare solo con se stessa per essersi fatta raggiungere a metà ripresa dalla gemma di Baldanzi. Il centrocampista offensivo ha risposto alla girata in mischia a inizio secondo tempo del solito Vlahovic, una delle poche note liete della cupa serata dei ragazzi di Allegri, confusi e disordinati nel disperato assalto finale. Al primo esame da capolista, seppur con l'asterisco per la partita da recuperare dell'Inter, la Juve dimostra di avere ancora qualche difetto da limare. In termini di esperienza, di testa e soprattutto di qualità del gioco in campo.

Allegri a sorpresa rilancia Milik dal primo minuto accanto all'intoccabile Vlahovic, ma è proprio il polacco a inguaiare la serata dei bianconeri. Un suo intervento in scivolata in ritardo su Cerri poco dopo il quarto d'ora induce Marinelli, complice l'ausilio del Var, a tirar fuori il cartellino rosso che cambia la storia di una partita che i padroni di casa avevano approcciato bene, con i tentativi di Vlahovic (su punizione da distanza siderale) e Cambiaso sventati da Caprile. Spuntata e spiazzata, la Vecchia Signora abbassa il baricentro e attende nella propria metà campo l'Empoli, schierato da Nicola con un guardingo 3-5-2 con Cambiaghi a surpporto di Cerri, che a quel punto inizia a fare possesso senza però capitalizzare fino in fondo la superiorità numerica. Szczesny si limita a salvare un paio di volte su Cambiaghi, per il resto la capolista rischia poco ma – al tempo stesso – non riesce più a impensierire la retroguardia toscana.

In pieno recupero un errore in disimpegno di Gyasi spalanca un'autostrada a Miretti, ma il centrocampista solo davanti al portiere spreca tutto sparando alle stelle. Nella ripresa la gara cambia nuovamente, perché la Juve su palla inattiva riesce a sbloccare il match con una girata del solito Vlahovic, al sesto centro nel solo mese di gennaio, dopo un rimpallo favorevole. Nicola a quel punto si gioca la doppia carta Baldanzi-Cancellieri, che danno maggior imprevedibilità e freschezza alla manovra offensiva degli ospiti. Prima si rende pericoloso l'ex Lazio con un colpo di testa di poco a lato, poi, al 25', il centrocampista offensivo pesca il jolly con un rasoterra da fuori area che finisce nell'angolino dove Szczesny non può arrivare. La partita si accende, le squadre si allungano ed entrambe le squadre a questo punto provano a vincere. Allegri pesca dal mazzo Yildiz ed Iling-Junior, ma è Alex Sandro in rovesciata in mischia a riaccendere l'ardore dello Stadium, con tanto di protesta per un tocco di mano in area empolese. I toscani non sono da meno e con Cambiaghi vanno a un passo dal sorpasso, Szczesny è attento e salva tutto. La Juve ci prova fino alla fine, ma questa volta l'ultimo forcing disperato non produce il risultato sperato. La capolista frena, e adesso l'Inter può sognare il controsorpasso già prima dello scontro diretto.