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Inter, i 3 motivi per cui la squadra di Inzaghi gioca sempre meglio

di Claudio Savelli lunedì 2 settembre 2024

2' di lettura

Che l’Inter giochi straordinariamente bene è ormai chiaro a tutti quelli che guardano le partite e ne capiscono qualcosa, ma perché gioca così bene? Ecco perché, in un’estrema sintesi che non può fare giustizia alla complessità del calcio proposto dai nerazzurri.

1) L’Inter è una squadra stratificata.
Gli ultimi tre progetti tecnici non hanno cancellato i precedenti, da sette anni è un costruire sopra basi solide. È una cosa rara, l’arrivo di un nuovo allenatore di solito coincide con una rivoluzione rispetto alla gestione precedente perché questa era esaurita, invece la guida di Spalletti e quella di Conte avevano ancora qualcosa da dare quando sono terminate, così come- ovviamente - quella in corso. Non c’è mai stata una tabula rasa ma una stratificazione costante, e in questo passaggio Inzaghi è stato magistrale: non ha solo preservato una struttura ma l’ha valorizzata, evoluta, elevata nel tempo, in modo organico, un passo alla volta senza mai strappare.

2) L’Inter è una squadra funzionale.
Non solo ogni giocatore in rosa ha caratteristiche utili allo sviluppo del gioco ma non ci sono elementi che obbligano l’allenatore a un compromesso (vedi, ad esempio, Dybala nella Roma o Leao nel Milan), a piegare l’idea per esaltare il miglior singolo. Semmai i nerazzurri sono tutti grandi singoli che esaltano l’idea e si esaltano in essa (vedi le difficoltà che ad esempio gli azzurri riscontrano poi in Nazionale). Il merito è di Ausilio che, fissato il ruolo in cui c’è esigenza, seleziona il giocatore che ha caratteristiche adatte, rendendo tutti utili e nessuno indispensabile.

3) L’Inter è stata capace di allacciare una relazione con il suo pubblico
Accade sempre quando il gioco raggiunge picchi così elevati perché diventa l’identità stessa del club. I tifosi si identificano in questo stile e ne vanno fieri. Il fatto che il gioco di rotazioni e interscambi dell’Inter sia rivoluzionario ma la critica italiana ancora non lo riconosca come tale (molto spesso perché non possiede le competenze necessarie) solidifica ulteriormente questo legame.

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