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Sinner strapazza Popyrin, "buon allenamento": il punto irreale

di Leonardo Iannacci venerdì 29 agosto 2025

3' di lettura

Ormai Jannik Sinner è un piccolo grande e magnifico mistero per il mondo, per come tritura gli avversari ovviamente ma anche per la sua vita privata che è racchiusa in una bolla della quale lui ha le chiavi. Da un paio di giorni si è saputo che è innamoratissimo della modella danese Laila Hasanovic, di ieri la notizia romantica che il numero 1 del mondo ha acquistato e ristrutturato campi da tennis nella sua Val Pusteria, laddove aveva iniziato a giocare a tennis. Non lo ha detto a nessuno, ha soltanto postato rivolgendosi a un bambino immaginario quale era lui 15 anni fa: «Rendo a questo luogo ciò che mi ha dato, forza non abbandonare mai i tuoi sogni». Voto a Jannik: 10.

Meritato pistolotto introduttivo per il ragazzo di Sesto che, ieri sera, aveva da consumare una vendetta tennistica nel secondo turno degli US Open, contro Alexei Popyrin. L’australiano che era rimasto tra i pochissimi del circuito in vantaggio 1-0 nei confronti diretti con Jannik avendo vinto l’unica sfida nel lontano 2022. Ma i tempi sono cambiati e Sinner l’ha strapazzato ieri, ottenendo la 33esima vittoria del 2025 contro 4 soli ko e l’89esimo successo (19 sconfitte) in uno slam. Severo il punteggio, come sempre, in 122 minuti di gioco durante i quali Popyrin ha raccolto solo 7 game.

VELOCITÀ

Aggressivo, sempre in controllo e portato ad accorciare gli scambi velocizzandoli, ma non aiutato dal servizio (solo il 47% delle prime), ha tolto il fiato all’australiano e il primo set è scivolato via liscio con un break iniziale che ha scolpito il 6-3. Come se non facesse neppure fatica, Jannik ha rigiocato il jolly sul 2-1 della seconda frazione, ribrekkando Popyrin, tremando per un paio di erroracci sul 3-2 ma involandosi poi verso un sontuoso 6-2, chiuso con un drop-shot da vero numero 1. Il terzo set, quando gli scambi si sono allungati, ha fatto calare il sipario sulla faccenda: stavolta Sinner ha strappato subito il servizio, sull’1-1, e chiuso 6-2 con un ace. «Devo migliorare il servizio», ha detonerò l’incontentabile Jannik alla fine. Domani lo aspetta Denis Shapolavov.

Poco prima, giocando sul cemento come se fosse sulla terra, Lorenzo Musetti aveva rispedito in Belgio il 34enne David Goffin, un onesto operaio del tennis che gioca un tennis elegante ma inoffensivo: qualche grattacapo all’inizio del primo e del terzo set, e poi la chiusura di Lorenzo in tre set: 6-3, 6-0, 6-2. Da ammirare gli otto game consecutivi vinti a metà gara con un tennis che pochi esprimono agli US Open, fatto di variazioni di ritmo, risposte vincenti con il diritto che ha funzionato bene e rovesci da scuola di tennis. Però se Muso, che è numero 10 del ranking, vorrà andare avanti nello slam dovrà appesantire ulteriormente le proprie palle ed essere ancor più cattivo.

Non incontrerà sempre un Goffin. «Sono stato solido, sto cercando in effetti di lavorare sull’aggressività sul cemento. Credo stia pagando, soprattutto dal lato del dritto: oggi è stata un’arma che ho usato tanto». E sugli US Open: «È il mio torneo preferito, sono di nuovo al terzo turno, vediamo che succede». Oggi c’è la prova del nove per Luciano Darderi, giunto al terzo turno con merito: affronterà a cuor leggero Carlitos Alcaraz mentre la numero 7 del ranking femminile, Jas Paolini, sarà opposta alla ceca Markéta Vondroušová. Ogni giorno c’è una fiammata d’azzurro nell’Artur Ashe Arena o nei paraggi di questo eccitante slam newyorchese.

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