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Ferrari, la verità di Jarno Trulli: "Cosa è successo davvero"

di Lorenzo Pastuglia domenica 30 novembre 2025

3' di lettura

Un finale di Mondiale per decidere tutto. A Las Vegas si sono riaperti i giochi per il titolo, con Verstappen che - come Piastri - è a 24 punti dalla vetta con due gran premi e una Sprint ancora da correre. Norris però può comunque chiudere i conti già domani in Qatar. In ogni caso sarà un bel duello, ne è convinto anche Jarno Trulli, ex pilota di Formula 1 dal 1997 al 2011.

Sembrava tutto finito prima di Las Vegas. E invece...
«Invece è tutto aperto. Max ha recuperato tanti punti grazie all’errore gravissimo della McLaren col plank. Norris resta favorito, ma sono due gare in cui non puoi permetterti niente: devi essere perfetto. Fare pronostici è impossibile, c’è troppo equilibrio e tutto può cambiare».

Verstappen è l’esempio che anche nell’era ibrida un pilota può fare una differenza enorme?
«Sì, Max è uno che fa la differenza. Però occhio: la Red Bull non è mai stata così male come tanti hanno raccontato. Lui ci mette del suo, sfrutta gli errori della McLaren come un cannibale. Il miglior pilota di oggi in F1 per distacco».

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Piastri era il favorito fino all’Olanda, poi da Baku è disperso. In Qarar per Oscar è l’ultima chiamata?
«Onestamente lo vedo quasi spacciato. Va male da troppo tempo, e il calo dall’Azerbaigian è inspiegabile. Incredibile come prima dell’Olanda rifilava decimi a Lando e poi la situazione si sia invertita. Per i numeri è ancora in gioco, ma il trend è evidente».

In Ferrari è una stagione disastrosa: auto ingestibile, retrotreno che scivola, altezze ballerine, gomme a fatica in temperatura. Come la vede?
«I numeri parlano da soli. La macchina non sembrava pessima all’inizio, poi non sono mai riusciti a farla andare. Gli altri hanno portato aggiornamenti veri, loro no. È stato un trascinarsi continuo dall’inizio alla fine».

Ai suoi tempi, quando si ritrovava una macchina completamente sbagliata come in Toyota, come lavorava per cercare una svolta?
«Si lavora male. Nessuno è contento e non si vede la luce in fondo al tunnel. Cerchi di tenere il gruppo unito, porti a casa quello che puoi, limiti i danni. È frustrante per tutti: piloti, ingegneri, meccanici. Se la base è sbagliata non riesci a cambiare direzione, ti trascini fino alla fine sperando nel futuro».

Hamilton ha vissuto la peggior stagione della carriera. La Ferrari dovrebbe guardare a Bearman (pilota Haas e di proprietà di Maranello, ndr) per il 2027?
«Sono valutazioni delicate. Stadi fatto che non è stata una stagione favorevole: ha sofferto molto e nessuno si aspettava un Lewis così in difficoltà. Ollie già è di casa, sta crescendo, prima o poi il suo momento arriverà».

Dopo anni bui, la Mercedes si è rilanciata. Russell è solido e Antonelli ha stupito tutti, battendo tra l’altro in Canada il suo record di ultimo italiano a podio che resisteva dal Giappone 2009.
«Ha una bella auto e può puntare alla seconda posizione nel Mondiale. Russell si è meritato il rinnovo, Kimi ha mostrato nelle ultime gare di che pasta è fatto. Serve continuare così e avere una macchina competitiva: nel posto giusto, al momento giusto, puoi davvero metterti in luce».

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«È un genio dell’aerodinamica, il miglior ingegnere degli ultimi trent’anni. Però sono scettico sul doppio ruolo. È un compito enorme, difficile da ricoprire».

Nel suo presente ci sono i vini- è titolare del Podere Castorani ad Alanno (Pescara) - ed è anche talent in tv.
«Sono 25 anni che portiamo avanti la nostra azienda vinicola. Non è un momento facile per il settore, ma siamo riconosciuti nel mondo, soprattutto negli Usa, e per il 15° anno consecutivo abbiamo preso i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Quanto al talent “Road to Race Academy” sono giudice: abbiamo visto più di 400 ragazzi, ci sono emozioni vere. Andrà in onda dal 4 dicembre su MotorTrend, canale 59: ne vedrete delle belle».

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