Un finale di Mondiale per decidere tutto. A Las Vegas si sono riaperti i giochi per il titolo, con Verstappen che - come Piastri - è a 24 punti dalla vetta con due gran premi e una Sprint ancora da correre. Norris però può comunque chiudere i conti già domani in Qatar. In ogni caso sarà un bel duello, ne è convinto anche Jarno Trulli, ex pilota di Formula 1 dal 1997 al 2011.
Sembrava tutto finito prima di Las Vegas. E invece...
«Invece è tutto aperto. Max ha recuperato tanti punti grazie all’errore gravissimo della McLaren col plank. Norris resta favorito, ma sono due gare in cui non puoi permetterti niente: devi essere perfetto. Fare pronostici è impossibile, c’è troppo equilibrio e tutto può cambiare».
Verstappen è l’esempio che anche nell’era ibrida un pilota può fare una differenza enorme?
«Sì, Max è uno che fa la differenza. Però occhio: la Red Bull non è mai stata così male come tanti hanno raccontato. Lui ci mette del suo, sfrutta gli errori della McLaren come un cannibale. Il miglior pilota di oggi in F1 per distacco».
Piastri era il favorito fino all’Olanda, poi da Baku è disperso. In Qarar per Oscar è l’ultima chiamata?
«Onestamente lo vedo quasi spacciato. Va male da troppo tempo, e il calo dall’Azerbaigian è inspiegabile. Incredibile come prima dell’Olanda rifilava decimi a Lando e poi la situazione si sia invertita. Per i numeri è ancora in gioco, ma il trend è evidente».
In Ferrari è una stagione disastrosa: auto ingestibile, retrotreno che scivola, altezze ballerine, gomme a fatica in temperatura. Come la vede?
«I numeri parlano da soli. La macchina non sembrava pessima all’inizio, poi non sono mai riusciti a farla andare. Gli altri hanno portato aggiornamenti veri, loro no. È stato un trascinarsi continuo dall’inizio alla fine».
Ai suoi tempi, quando si ritrovava una macchina completamente sbagliata come in Toyota, come lavorava per cercare una svolta?
«Si lavora male. Nessuno è contento e non si vede la luce in fondo al tunnel. Cerchi di tenere il gruppo unito, porti a casa quello che puoi, limiti i danni. È frustrante per tutti: piloti, ingegneri, meccanici. Se la base è sbagliata non riesci a cambiare direzione, ti trascini fino alla fine sperando nel futuro».
Hamilton ha vissuto la peggior stagione della carriera. La Ferrari dovrebbe guardare a Bearman (pilota Haas e di proprietà di Maranello, ndr) per il 2027?
«Sono valutazioni delicate. Stadi fatto che non è stata una stagione favorevole: ha sofferto molto e nessuno si aspettava un Lewis così in difficoltà. Ollie già è di casa, sta crescendo, prima o poi il suo momento arriverà».
Dopo anni bui, la Mercedes si è rilanciata. Russell è solido e Antonelli ha stupito tutti, battendo tra l’altro in Canada il suo record di ultimo italiano a podio che resisteva dal Giappone 2009.
«Ha una bella auto e può puntare alla seconda posizione nel Mondiale. Russell si è meritato il rinnovo, Kimi ha mostrato nelle ultime gare di che pasta è fatto. Serve continuare così e avere una macchina competitiva: nel posto giusto, al momento giusto, puoi davvero metterti in luce».
In Aston Martin, Adrian Newey sarà per la prima volta in carriera team principal dal 2026. Una scelta giusta?
«È un genio dell’aerodinamica, il miglior ingegnere degli ultimi trent’anni. Però sono scettico sul doppio ruolo. È un compito enorme, difficile da ricoprire».
Nel suo presente ci sono i vini- è titolare del Podere Castorani ad Alanno (Pescara) - ed è anche talent in tv.
«Sono 25 anni che portiamo avanti la nostra azienda vinicola. Non è un momento facile per il settore, ma siamo riconosciuti nel mondo, soprattutto negli Usa, e per il 15° anno consecutivo abbiamo preso i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Quanto al talent “Road to Race Academy” sono giudice: abbiamo visto più di 400 ragazzi, ci sono emozioni vere. Andrà in onda dal 4 dicembre su MotorTrend, canale 59: ne vedrete delle belle».