Una serata ad altissima tensione quella di San Siro, un epilogo convulso e una coda di polemiche che continua a far discutere. La sfida di Serie A tra Milan e Lazio, terminata con la vittoria rossonera per 1-0 grazie al gol di Rafa Leao, è stata segnata da un episodio negli ultimi secondi di recupero che ha acceso proteste, silenzi stampa e reazioni durissime sui social.
Nel recupero, con la Lazio sbilanciata alla ricerca del pareggio, un cross di Tavares trova in area Romagnoli, rapido ad anticipare tutti e a calciare verso la porta. Il tiro viene respinto da Pavlovic, colpito dal pallone sul braccio sinistro: un movimento che scatena subito le proteste vibranti dei biancocelesti, convinti che ci fossero gli estremi per il calcio di rigore.
L’arbitro Collu viene richiamato al monitor dal Var. La tensione sale, la panchina laziale protesta, quella rossonere teme una atroce beffa. Il clima diventa rovente e porta anche all’espulsione di Massimiliano Allegri, furioso durante il consulto.
Dopo una lunga revisione, la decisione: per Collu il rigore non c’è, perché Pavlovic sarebbe stato colpito pochi istanti prima da un fallo di Marusic, un contatto ravvisato dall’arbitro solo dopo l’on-field review. Una scelta che manda in visibilio il pubblico rossonero e lascia di sasso la Lazio. Un rigore, francamente, difficile da assegnare. Il punto però è che il fallo di Marusic era altrettanto difficile da vedere, o meglio da ipotizzare. Il club biancoceleste, indignato, sceglie la strada più eloquente: silenzio stampa. "Stasera le immagini parlano per noi", filtra dall’ambiente laziale.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco arriva anche lo sfogo di Lele Adani, che sui social attacca duramente la gestione della direzione arbitrale. L’ex difensore e oggi opinionista Rai parte da due premesse chiare: "Il Milan ha meritato di vincere" e "per me non è mai rigore". Ma boccia senza mezzi termini il comportamento dell’arbitro Collu nell’episodio chiave. "Oggi muore ufficialmente il mestiere dell'arbitro", scrive Adani. "Quando ci si inventa una cosa per scappare dalle proprie responsabilità, si sceglie di tradire il proprio mestiere e si perde totalmente la credibilità, che già era pari allo zero o poco più. Arrivato il capolinea", conclude picchiando durissimo. Nel mirino di Adani, insomma, il presunto fallo di Marusic, interpretato dal commentatore alla stregua di una "scusa" per evitare di prendere una decisione diretta sul tocco di braccio di Pavlovic.