Nel corso dell’ultima puntata di TennisMania su OA Sport, Guido Monaco ha passato in rassegna diversi temi caldi del tennis internazionale, offrendo analisi nette e senza diplomazie. Si è partiti dall’esibizione di Seul tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, vinta dallo spagnolo ma lontana, secondo il commentatore di Eurosport, da qualsiasi valore tecnico reale: “Si era provato a raccontarla come qualcosa di simile al Six Kings Slam, ma non c’entra nulla — ha spiegato —. A inizio stagione ci si illudeva potesse dire qualcosa sul lavoro fatto, invece non si è visto praticamente niente. A Riad, pur con tutti i limiti, parliamo di un mini torneo e di giocatori già in condizione. Qui la partita è stata poca roba”.
Toni decisamente diversi parlando di Lorenzo Musetti, reduce dalla finale di Hong Kong e pronto a salire al numero 5 del ranking: “Ha ricominciato da dove aveva lasciato — ha sottolineato Monaco — Rublev ha fatto qualcosa di straordinario, venendo a rete con una continuità impressionante. Musetti ha vinto una partita vera, che poteva anche perdere, ma la freddezza con cui è rimasto in campo dice che ora è un altro giocatore”. Particolare attenzione al rovescio: “Lo slice è migliorato, è più veloce e penetrante — ha detto il commentato — Ci hanno lavorato. Sta diventando quasi un Thiem più elegante, con qualche elemento che ricorda Federer”.
Durissimo il giudizio sulla “Battaglia dei Sessi” tra Sabalenka e Kyrgios: “Il risultato è stato pessimo — ha aggiunto —. Anche con accorgimenti vari, il contesto resta triste. Le rotazioni di Kyrgios sono un altro mondo. La vera battaglia dei sessi è Sabalenka-Kostyuk, non questa”. Infine, sulla rivalità Sinner-Alcaraz e le polemiche sugli avversari: “Questo tema mi piace pochissimo — ha concluso — È sbagliato confrontare carriere concluse con giocatori all’inizio. Io vedo un equilibrio pazzesco tra loro. Il 10-6 non racconta tutto: ci sono match point, tornei mancati e partite spartite equamente. È un testa a testa clamoroso”.