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"Jannik Sinner è infastidito": Vavassori sgancia la bomba

di Lorenzo Pastuglia lunedì 19 gennaio 2026

2' di lettura

Andrea Vavassori ha salutato il 2025 con la consapevolezza di aver vissuto uno degli anni più importanti della sua carriera. Un’annata densa, costruita su risultati di alto livello, scelte ponderate e una crescita che va oltre il campo. I titoli conquistati nel doppio, il percorso nel misto e soprattutto il trionfo in Coppa Davis raccontano di un giocatore ormai stabilmente nell’élite mondiale della specialità, ma anche di un uomo sempre più centrale all’interno del gruppo azzurro.

Ripercorrendo la stagione nell’intervista a Fanpage, il torinese parla senza esitazioni di “un anno di conferme”, sottolineando come i risultati con Simone Bolelli e quelli ottenuti nel doppio misto con Sara Errani abbiano dato continuità a un progetto tecnico solido. Tre Slam nel misto e la vittoria della Davis hanno rappresentato il punto più alto di un percorso iniziato tra alti e bassi, ma chiuso con la sensazione di aver costruito qualcosa di duraturo.

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Proprio la Coppa Davis resta il simbolo di questa stagione. Emozioni diverse rispetto all’anno precedente, ma altrettanto intense. Il tutto grazie al gruppo: “Siamo una squadra molto unita”, ribadisce, ricordando come anche chi non è sceso in campo abbia vissuto ogni punto con la stessa partecipazione. Una compattezza emersa ancora di più in un’edizione vinta senza alcuni big, circostanza che ha acceso il dibattito mediatico. Un dibattito che non è piaciuto nemmeno a Jannik Sinner, apparso quasi infastidito nel dover ribadire la forza della squadra anche senza di lui. Una presa di posizione che a Vavassori è piaciuta: sentirsi definire “una squadra fortissima” dal numero uno del mondo è qualcosa che lascia il segno.

Il dietro le quinte della Davis ha regalato anche momenti più leggeri, come la celebre conferenza stampa post-vittoria. Vavassori la racconta con sincerità e ironia, ammettendo che tra champagne e festeggiamenti, a stomaco vuoto: “Ci mettiamo veramente poco a diventare un po’ brilli”. Scene spontanee, mai sopra le righe, che secondo lui certificano la sanità del gruppo. Guardando al futuro, invece, il discorso si fa più razionale. Il doppio resta la priorità assoluta, anche se la tentazione del singolare non è del tutto scomparsa: “Sarei un pazzo a mettere da parte il doppio adesso”, ammette, spiegando come il calendario e le nuove formule rendano impossibile inseguire entrambi gli obiettivi allo stesso livello. Il 2026, dunque, sarà ancora all’insegna del doppio, con l’ambizione di restare al vertice e continuare a rappresentare uno dei pilastri del tennis italiano.

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