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Jannik Sinner, stavolta gli odiatori si attaccano al... tetto

di Leonardo Iannacci domenica 25 gennaio 2026

2' di lettura

Quando ci sono di mezzo i due fuoriclasse da premio Oscar del tennis, ovvero Jannik Sinner (un Bob De Niro che non sbaglia quasi mai un film, pardon un colpo) e Carlitos Alcaraz (più paragonabile all’estroso Al Pacino), le dietrologie non mancano. E neppure le malignità. I fatti: nella notte fra venerdì e sabato il numero 2 del globo, ovvero il nostro Jannik, in difficoltà, si è salvato nel terzo turno degli Open d’Australia approfittando di un’interruzione della partita contro Eliot Spizzirri.

Perso in modo inopinato il primo set (4-6) e vinto il secondo (6-3), nel terzo ha rischiato una clamorosa e roboante eliminazione. Sinner si è beccato un time violation, poi ha richiesto l’intervento del fisioterapista per crampi improvvisi: i dolori si sono intensificati e in molti hanno pensato a una sua resa. Il caldo, paradossalmente, lo ha tenuto in partita nel senso che l’indice di calore è salito a 5, il valore massimo che ha convinto gli organizzatori a fermare la recita per far chiudere il tetto della Rod Laver Arena e rinfrescarla, consentendo così a Jannik di ritemprarsi negli spogliatoi. Tornato fresco in campo dopo la pausa, Sinner ha vinto il terzo e il quarto set in carrozza.

Apriti cielo! Spizzirri si è fatto scappare una risata sarcastica: «Se vogliono che vinca a tutti i costi, dategli la coppa degli Open d’Australia. Arbitro di parte! Voglio la ripetizione del match» ha detto l’americano infuriato. Sui social sono seguite altre malignità: «Il tetto è stato chiuso solo per Sinner, infrangendo le regole», la più gentile. «Non hanno voluto vedere l’italiano eliminato, altrimenti Melbourne avrebbe perso uno dei due primattori», quella più perfida. Ma la decisione presa dagli organizzatori è stata sacrosanta e nel rispetto delle regole che prevedono la heat police contro il caldo torrido per preservare la salute dei giocatori. E la scala di stress termico (HSS) tiene conto di quattro parametri ambientali che contribuiscono allo stress termico: temperatura dell'aria, calore radiante, umidità e velocità del vento. Tale scalava da 1 a 5, quella del momento in cui è stato interrotto l’incontro, e prevede interventi specifici di raffreddamento. Quindi Sinner non è stato protetto, né aiutato e neppure “accompagnato” agli ottavi di finale dove incontrerà Luciano Darderi. Morale: come è difficile essere un fuoriclasse, vero Jannik?

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jannik sinner
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