"Non c'è un unico momento in cui la partita è cambiata. Anche nel quinto set ho avuto le mie chance, tante palle break non trasformate. In alcuni casi lui ha trovato dei grandi colpi. Ho preso delle decisioni diverse e oggi non hanno funzionato. Questo è il tennis. Nel primo set ho espresso un buon livello, ma è stato un po’ come sulle montagne russe, ed è andata come è andata": Jannik Sinner lo ha detto dopo la sconfitta contro Novak Djokovic nella semifinale degli Australian Open.
Solo parole di stima per il suo avversario, che lo ha battuto con un punteggio di 3-2: “Ha vinto 24 Slam. Ci conosciamo molto bene, sappiamo come giochiamo. Non mi sorprende, penso che sia il giocatore più grande da molti, molti anni. Gioca meno tornei a causa della sua età, ma sappiamo anche quanto siano importanti gli Slam per me, per lui, per Alcaraz. C'è questa piccola motivazione in più, e lui ha giocato un ottimo tennis. Spero di prenderla anche come una lezione per capire su cosa devo ancora migliorare".
Sulle otto palle break sprecate nel quinto set, il numero due al mondo ha detto: "Non dico su tutte e otto le palle break, ma nella maggior parte di esse Novak ha servito molto bene. Ho avuto le mie occasioni, ho commesso degli errori, può succedere. Così funziona il tennis. Devo solo fare i complimenti a Djokovic". In ogni caso, la delusione è grande e ben visibile in volto: "Perdere così fa male. Era uno Slam molto importante per me, tenendo conto del contesto. Può succedere di perdere, ho avuto molte opportunità e non sono riuscito a sfruttarle. Questo è il risultato”.