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Milano-Cortina, Goggia c'è e Brignone pure: libera donne, abbiamo fede

di Leonardo Iannaccidomenica 8 febbraio 2026
Milano-Cortina, Goggia c'è e Brignone pure: libera donne, abbiamo fede

3' di lettura

Se permettete parliamo di donne dopo il sabato felice dei maschietti nella discesa dello Stelvio, d’argento e di bronzo griffati per iniziare a colorare d’azzurro lo spirito di Olimpia. Le nostre donne sulle quali scommettere sono sempre loro: Fede e Sofi, la Brignone e la Goggia, la Tigre delle nevi e la bergamasca che con Cortina e le Tofane ha un rapporto di amorevole sensi in vista della libera odierna (ore 11.30, diretta Rai 2, Discovery+/HBO Max e sui canali Eurosport di Dazn). In palio ci sono medaglie nobili quando ci si mettono queste due fuoriclasse che tutto il mondo ci invidia.

Partiamo da Fede: la Brignone ieri ha brillato nell’ultimo test prima della discesa odierna. Sullo Schuss Tofane, con i rifugi Pomedes e Duca d’Aosta a fare da riferimenti, il suo ginocchio sinistro martoriato mesi fa da un tremendo incidente ha tenuto e, alla fine, Fede ha firmato il settimo tempo a 93 centesimi da Breezy Johnson, prima che la nebbia offuscasse le Tofane. All’ora di pranzo, era dubbiosa sul da farsi: «Non ho ancora deciso se esserci o concentrarmi su gigante e supergigante. In prova ho avuto buone sensazioni: la confidenza sale, ho studiato bene la pista e messo i piedi dove volevo. Fatto importante, non ho avuto paura anche se la notte scorsa, dopo la cerimonia, avevo il ginocchio gonfio e ho fatto ricorso al ghiaccio».

QUARTETTO

Poche ore, ed ecco il responso dopo una riunione con lo staff: «Ci sarò oggi al via, con il pettorale 3». Fede farà parte del quartetto azzurro con la Goggia, un’analitica Nicol Delago («In gara devo cercare soprattutto velocità», ha detto l’altoatesina) e un’euforica Laura Pirovano («Situazione strana per me, mai stata così tranquilla. E sono alle Olimpiadi!»).

Sofi, dal canto suo, dopo aver acceso il braciere olimpico nella Perla delle Dolomiti («Un’emozione immensa, unica nella vita»), ora vuole accendere anche antichi e mai sopiti sogni d’oro, gli stessi che l’hanno portata a vincere un’eccitante medaglia pregiata ai Giochi di Pyeongchang 2018 e a sfiorare il bis quattro anni dopo a Pechino. In libera naturalmente, laddove il suo sci meravigliosamente pazzo e aggressivo la vuole al top.

Partirà col pettorale numero 15. A 34 anni, Sofi sa bene che quella di oggi è una delle ultime cartucce da sparare ai Giochi e, dopo il test di ieri che l’ha vista rischiare aun passaggio e quasi cadere rovinosamente, sesta alla fine davanti alla Brignone, non ha fatto i salti di gioia. Nella hall dell’Hotel Franceschi di Cortina, dove alloggia con tutte le compagne, non era soddisfatta del tutto, sa di dover correggere dettagli fondamentali: «Nella terza prova ho sbagliato la prima traversa, ho saltato troppo e ho perso il ritmo. Ho fatto un errorino anche a Rumerlo. Per la gara devo passare bene la prima traversa nella parte alta: se riesco ho chance, altrimenti...».

E Lindsey Vonn? Ieri ha fatto segnare un clamoroso terzo tempo malgrado il legamento crociato che lei dice a pezzi («È reciso interamente, non parzialmente», ha precisato la 41enne americana, oggi al via con il pettorale 13). Il dolore non la limita, il tutore che utilizza pare reggae oggi sarà impegnata nell’ennesima missione impossibile.

P.S. Chi scrive non è mai stato un alieno come Lindsey, ma anni fa si ruppe il crociato e non riusciva a reggersi neppure in piedi. La vicenda dell’americana è surreale.