Era l’ultima isola felice, l’immagine perfetta del volemose bene e del fair play, ma adesso non più. Perché sul ghiaccio di Cortina il mondo del curling sta scoprendo il mondo dei veleni, delle polemiche e del Var. Che qui in realtà non esiste, ma potremmo aggiungere non ancora. Perché quanto successo nel torneo maschile tra Canada e Svezia, con accuse e “vaffa” partiti non per caso sta facendo più rumore delle stone che scivolano verso la casa. Canadesi in vantaggio 7-6 e finale di fuoco, anche perché la Svezia aveva già perso le prime due partite compresa quella contro l’Italia. Quando Marc Kennedy ha rilasciato la sua stone, molti hanno notato un movimento strano dopo la hog line, la linea entro la quale deve essere mollata. E il replay ha aumentato i dubbi: l’ha toccata, non sul manico che è dotato di sensori proprio per cancellare ogni dubbio, quanto piuttosto sul granito stesso.
A quel punto Oscar Eriksson, forte delle immagini, ha puntato il dito accusandolo di aver barato. E qui è partito un chiaro “Fuck Off” sentito da tutti. Clima surriscaldato, anche se nessuno ha più alzato le mani. E da quel momento in poi la partita è passata in secondo piano: ha vinto il Canada 8-6, gli svedesi non sono fuori dalle semifinali ma quasi e di passare per fessi non hanno voglia. Perché il problema del curling, che fino a oggi è stato il suo punto di forza, è la massima correttezza dei quattro (nel misto) oppure otto in campo: nessuna che urla, nessuno che esulta in modo sguaiato, nessuno sguardo torvo. Al massimo, quando c’è un punto dubbio entra un compasso di precisione che evita ogni problema. Qui però ci sono in ballo le medaglie e fin da subito l’atmosfera idilliaca del curling è cambiata. Lo abbiamo notato anche al termine di Germania-Italia, vinta dai tedeschi agli extra-end e che si giocava alla stessa ora. Un paio di tedeschi hanno alzato il ditino verso i nostri, segno che la tensione è altissima.
E la Federazione internazionale come l’ha risolta? Dando ragione ai canadesi... e agli svedesi, come Salomone. E rivedendo le immagini la violazione della hog line non pare esserci stata, così come ulteriori tocchi sulla stone incriminata. Però ha ammonito verbalmente Kennedy per il suo comportamento poco consono con la tradizione di questo sport e ricordato che la regola è molto chiara: «La pietra da curling deve essere lanciata utilizzando il manico della pietra. La violazione di questa regola comporterà la rimozione della pietra dal gioco». Nel dubbio, già dal turno successivo, sono stati aggiunti altri due arbitri a visionare il gioco e in particolare il rilascio per tranquillizzare tutti. Il Var ancora no, qui si resiste. Per quanto, non è dato sapere.