Appena scesa dal podio del gigante, con al collo il secondo oro olimpico, Federica Brignone ha ricevuto una chiamata speciale: dall’altra parte del telefono c’era Alberto Tomba. Il campione bolognese, che nel 1988 alle Olimpiadi invernali di Calgary firmò una storica doppietta, non ha perso tempo per congratularsi con l’azzurra dopo l’impresa di Milano-Cortina 2026.
Brignone ha conquistato l’oro in slalom gigante, il secondo nella stessa edizione dei Giochi, eguagliando un traguardo che nello sci alpino italiano portava proprio la firma di Tomba. Un passaggio di testimone ideale tra due epoche, con la valdostana entrata di diritto nell’olimpo dello sport azzurro. Un'impresa totale, quella della Brignone, a distanza di dieci mesi dal terrificante infortunio che ne aveva messo a repentaglio la carriera.
Mentre la campionessa parlava con i giornalisti, il telefono ha iniziato a squillare. Tomba, oggi 59enne, ha scelto la via dell’ironia: "Complimenti, fai anche lo slalom per il terzo oro?". Pronta la risposta della campionessa 35enne: "Sì, lo slalom lo faccio sicuramente stasera a Casa Austria". Un botta e risposta leggero, che racconta la complicità tra chi conosce la pressione e l’adrenalina dei grandi appuntamenti.
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Poco dopo è arrivata anche la telefonata di Deborah Compagnoni, ultima azzurra prima di oggi a vincere l’oro olimpico in gigante, a Nagano 1998. Le sue parole sono state cariche di emozione: "Sei stata fantastica, è davvero un prodigio questo qua. Mi sono venuti in mente tanti pensieri di quello che hai sofferto per arrivare qua in questo anno". E ancora: "Sei troppo brava". Già, niente da aggiungere.
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