"Non so chi sia Roberto Saviano". Ammesso e non concesso che dica la verità, già solo queste parole rivelano quanto Beppe Marotta sia furioso. Le polemiche feroci su Inter-Juventus di sabato sera continuano a tenere banco ben oltre il "bar sport" tradizionale del calcio italiano. Diventano scontro quasi sociologico, a tratti politico.
Da una parte gli interisti, dall'altra gli juventini e tutti gli altri, che accusano la capolista di godere degli errori arbitrali "sistematici", degli aiutini del "sistema". L'ultimo è il doppio giallo sventolato sotto al naso del bianconero Pierre Kalulu, considerato colpevole di un fallo che, come minimo, era in realtà veniale laddove non direttamente inesistente. Alessandro Bastoni però enfatizza il tocco di mano sul suo avambraccio del francese, stramazza al suolo urlando e visto il rosso all'avversario esulta come se avesse segnato. Le accuse di antisportività sul difensore azzurro hanno portato molti a chiederne l'esclusione dalla Nazionale, visto che la squalifica per prova tv non è contemplata in questo caso.
Il più duro di tutti però è stato Saviano, appunto. "Finché quest'uomo avrà un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati", ha scritto l'autore di Gomorra riguardo a Marotta. "Il campionato italiano oggi è falsato, se pure l'Inter lo vincesse non varrebbe nulla".
"Le dichiarazioni di Roberto Saviano? C'è dispiacere come uomo, io non so neanche chi sia, non mi conosce, non so bene che ruolo abbia - è il commento tranchant di Marotta, lunedì mattina a margine della Assemblea della Lega Serie A -. Non voglio dargli importanza. Ha fatto dichiarazioni che saranno prese in considerazioni da parte degli avvocati". Sì, a Inter-Juve mancava solo la coda giudiziaria.