L’espulsione di Pierre Kalulu, la simulazione di Alessandro Bastoni, il caos che ha generato Inter-Juventus e acceso un nuovo fronte di polemiche arbitrali. Dopo il crac che ha terremotato l'italico pallone, la Serie A riflette su possibili modifiche al regolamento. Tra le ipotesi, anche una sorta di sospensione a tempo: fissare un limite massimo per le revisioni al Var, così da intervenire solo in presenza di un errore chiaro.
Il confronto è fissato per il 23 marzo, primo giorno della sosta per le nazionali: arbitri e club, rappresentati dagli allenatori, si ritroveranno in Lega. "Abbiamo fissato per il 23 marzo la riunione tra le società e gli arbitri – ha detto a margine dell’assemblea di Lega serie A il presidente, Ezio Simonelli –. Ci saranno gli allenatori. Avverrà in Lega, intorno alle 11. La prima ipotesi portava al 12 febbraio, ma gli allenatori anche se non giocano preparano la partita del fine settimana successivo. Si è deciso quindi per la prima data libera".
Sul tavolo, l’uniformità d’interpretazione. “Primi passi concreti? Chiarire, secondo gli allenatori, quelle che sono le situazioni da fischiare. Le società vogliono stabilire le regole: ci sono delle cose oggettive, come il fuorigioco. Altre sono interpretazioni soggettive, penso al Var. Qualcuno lo vorrebbe utilizzato per tutta la partita, qualcuno lo vorrebbe all'inglese solo quando c'è un evidente errore. Cercheremo un'uniformità nell'applicazione delle regole. Da Rocchi abbiamo avuto ampia disponibilità".
Il nodo resta il protocollo. “Il Var dovrebbe aiutare in tutte le circostanze, anche sui primi gialli e non solo sui secondi. È assurdo che non si possa fare per un protocollo scritto da chi non conosce bene il gioco del calcio. Bisogna evitare che questi episodi avvengano in futuro. Credo che in questo l'Italia fin dall'inizio si sia battuta per far modificare all'Ifab la regola che non consente di utilizzare il Var nelle seconde ammonizioni per sanare degli errori. Noi siamo per cercare di avere le decisioni più corrette possibile e il Var in questo ci deve aiutare in tutte le situazioni, non può essere limitato da un protocollo”.
Tra le proposte, come accennato, un tetto di sessanta secondi per il dialogo tra campo e monitor: "Potremmo stabilire di dare un minuto massimo per la decisione tra Var e arbitro sui casi dubbi. Se si va oltre quella durata, significa che l’errore di cui si discute non è chiaro ed evidente errore, ma è un cercare il pelo nell’uovo", conclude Simonelli.