"Ho voluto essere qui perché si è parlato molto più di quanto immaginassi. Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo, per capire le differenze rispetto al live. Ho sentito un contatto al braccio, che rivedendo ho assolutamente accentuato. Sono qui per prendermi le responsabilità". Così il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni, ai microfoni di Sky Sport, alla vigilia del match di Champions League contro il Bodo/Glimt, in merito all'episodio che ha portato al secondo giallo per il difensore della Juventus Pierre Kalulu nel derby d'Italia di sabato scorso, vinto 3-2 dai nerazzurri, la simulazione di cui tutta Italia ancora parla e che ha letteralmente infiammato il dibattito pallonaro.
"La cosa che mi è dispiaciuta di più è stata la reazione che ho avuto dopo. Sicuramente brutta da vedere ma molto umana - ha proseguito - ero in trance agonistica, preso dalla foga, mi spiace di aver agito così. Pensavo fosse giusto metterci la faccia perché la mia persona e la mia carriera non vengano definite dall'episodio di sabato. "Sarò sempre lo stesso Bastoni, in più di 300 partite sono stato coinvolto in un episodio simile solo sabato. Ho imparato a gestire tutto, sarà il solito Bastoni".
"Su questa cosa hanno parlato davvero tutti e ho notato tanta falsità, tanta ipocrisia e finto perbenismo e sono cose che non fanno bene. Ho sentito addetti ai lavori dire cose che non stanno né in cielo né in terra - ha proseguito Bastoni - ma fa parte del calcio. Ringrazio chi ha detto la verità, ovvero che ho sbagliato ma sono cose che nel calcio succedono. L'essere umano ha il diritto di sbagliare ma anche quello di riconoscere gli errori".
Poi anche un commento sulla partita di Champions: "Loro sono una squadra forte, che ha qualità e gamba per ripartire, sono organizzati, sicuramente il Bodo è un'insidia perché non siamo abituati alle condizioni che troveremo domani. Giocheremo sul capo sintetico, sarà sicuramente diverso nei cambi di direzione, ma non vogliamo nessun alibi".