Dopo il tracollo in Champions contro il Galatasaray, un’altra serata da incubo per la Juventus: il Como domina e vince all’Allianz Stadium. E si scatena la contestazione dei tifosi bianconeri. Fischi assordanti e cori contro la squadra accompagnano il rientro negli spogliatoi. La ferita europea non si era ancora rimarginata, e il ko con i lariani riaccende tensioni e timori, soprattutto per una zona Champions che rischia di allontanarsi di nuovo. Tutto ciò che di buono aveva fatto Luciano Spalletti, di fatto, spazzato via in due partite. Due partite drammatiche.
In collegamento dallo stadio, Giovanni Guardalà ha fotografato così il clima sugli spalti: "Tanti cori, insomma i classici cori quando si dice di tirare fuori gli attributi, vogliamo una squadra che lotta, era un altro dei cori che è venuto fuori dallo stadio, oltrei aii fischi durante e a fine partita". Già, la frattura tra pubblico e squadra è evidente.
Il momento è complicato anche nei numeri, come ricorda sempre Guardalà: "Un solo pareggio nelle ultime cinque partite ufficiali, quello con la Lazio è arrivato allo scadere". Dunque, l'indiscrezione su mister: "Ieri Spalletti era convinto di avere una reazione dai suoi ragazzi". La risposta, però, non si è vista. Nessuna reazione. Tutto l'opposto.
Per la Juventus di Spalletti si tratta della prima sconfitta stagionale in casa, un tabù che resisteva da quasi un anno, dal pesante 0-4 contro l’Atalanta che aveva aperto la crisi culminata nell’esonero di Thiago Motta dopo Firenze. Contro il Como di Fabregas è mancata soprattutto la cattiveria: una squadra fragile, senza nerbo dall’inizio alla fine, incapace di reagire nei momenti chiave. E lo stadio, ancora una volta, ha presentato il conto. E ora, Spalletti, s'interroga.