"Risultati un po' sottotono per gli italiani". Dario Puppo, conduttore e giornalista di Eurosport, esordisce così durante una puntata di Tennismania, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Al centro i risultati dei tennisti azzurri. Per Puppo però "sono momenti di transizione che ci possono essere. I big si preparano per la trasferta statunitense di Indian Wells e Miami, mentre i risultati degli ultimi giorni sono incoraggianti, come il percorso di Cobolli ad Acapulco. Siamo all’inizio di un lungo percorso e aspettiamo la prima vittoria italiana della stagione. Nel complesso abbiamo bisogno delle seconde linee che tirino fuori prestazioni di livello. Qualche segnale l’avevamo visto a Melbourne con pochi italiani qualificati al tabellone principale. Anche nelle donne le cose non sono eccezionali. Numericamente facciamo fatica. c'è poco da dire".
Inevitabile il passaggio su Matteo Berrettini che, negli ultimi anni, ha affrontato non pochi problemi fisici. "Berrettini è stato un po' criticato perché ha scelto la terra in questo periodo della stagione. Lui ha ammesso che giocherà quando e se giocare lo gratificherà e lo capisco perché vuole stare bene dopo tantissimi problemi. Ha giocato tre tornei di fila e non è una cosa da poco, ma ha registrato due sconfitte non da lui. Il suo livello andrà valutato più avanti. Deve viverla bene stando attento a non precludersi possibilità. Il Roland Garros? Se sta bene ha senso farlo, poi penserà a Wimbledon".
E Jannik Sinner, anche lui reduce da due ko? "Ho rivisto il primo set contro Mensik e mi ha colpito l’atteggiamento dello staff tecnico da Vagnozzi a Cahill. Erano veramente infastiditi dalle inquadrature costanti della telecamera. Tornando sul campo. Contro Djokovic a Melbourne? Penso che Jannik non si aspettasse quel livello di gioco di Nole. Lui poi era stato male dopo l’esibizione con Alcaraz. Non era il miglior Sinner, come contro Mensik, ma non ha saputo capitalizzare le occasioni anche quando stava riportando il match nei giusti binari. Mi è parso che abbia giocato in maniera un po’ più conservativa del solito. Tutti pensano che il suo obiettivo sia Parigi? Meglio non pensare troppo in là e proseguire solo pensando al proprio gioco, dopotutto il suo inizio di stagione non è stato perfetto. Credo fosse al 70% nelle prime uscite. Contro Djokovic e Mensik la sensazione è che gli avversari riuscissero a prendergli il tempo e che la sua palla che non facesse più male come al solito".