"Bisogna comunque puntare su Sabalenka perché ha le armi. In questo momento, per come stanno andando le cose, se Rybakina è completamente in salute, loro sono le prime due giocatrici, le favorite assolute. Potrebbero avvicinarsi al livello di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz se continuano così, a meno che Coco non sistemi le cose e Swiatek non ritrovi la sua magia. Penso che vorrà prendersi la rivincita".
A parlare è Martina Navratilova, che si è concentrata anche sul rientro della Rybakina. "La cosa più importante è che Elena Rybakina è tornata. Vincendo l’Australian Open, ha giocato il suo miglior tennis quando contava di più. In finale ha gestito meglio i nervi rispetto a Aryna Sabalenka e ha vinto in tre set - ha spiegato l'ex tennista -. Dopo l’Australia è stata male, cosa che succede spesso. È normale ammalarsi dopo uno Slam. Più spesso che no, io mi ammalavo dopo Wimbledon e gli US Open perché il corpo semplicemente cede. Spero ora sia al meglio".
Sulla Sabalenka, invece, ha speso parole bellissime: "Ha giocato così bene arrivando in finale agli Australian Open, vincendo partite difficili. È rimasta lucida, ma non era neanche lontanamente al suo meglio. La buona notizia è che sta arrivando alle finali Slam cinque delle ultime sei. La cattiva notizia è che ne ha perse tre. Quando ti ritrovi in quella situazione, il corpo fa un po’ quello che vuole. E non sai cosa fare. Ti senti come se fossi fuori dal tuo corpo a guardarti dall’alto. È facilissimo sviluppare delle “cicatrici” psicologiche, considerando che è il palcoscenico più grande. Il mondo intero ti guarda, e questo amplifica tutto. Sono sicura che saprà gestirlo. Per me, guardando indietro, il modo in cui ha sistemato il servizio e ha rimesso insieme se stessa dice molto. Quindi penso che riuscirà a trovare la soluzione e a imparare a gestire meglio la situazione".